Sicurezza
Muore a soli 38 anni stroncato da un malore
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Magatte Mbaye morto a soli 38 anni Inutili i tentativi di rianimare il venditore ambulante di origine senegalese
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PONTEDERA. Si chiamava Magatte Mbaye, aveva 38 anni e viveva da molti anni in città, dopo avere lasciato il Senegal dove era nato e dove aveva lasciato la moglie e i figli. Da tempo il venditore ambulante, come è stato spiegato dagli amici, era malato e ieri mattina si è sentito male sotto gli occhi di un connazionale che ha subito chiamato i soccorsi anche se sono serviti a poco. Il giovane padre, infatti, quando l'ambulanza è arrivata in via dei Portici, nel centro di Pontedera, era già morto. A nulla sono serviti i tentativi per rianimare lo straniero. Poco dopo - la richiesta di aiuto è arrivata ai soccorritori alle 5.58 - sono intervenuti anche i carabinieri. «Ho sentito che il mio amico respirava male - racconta il giovane che ha visto morire l'amico - mi sono spaventato. Eravamo andati a dormire presto, non sembrava stesse male. Negli ultimi tempi aveva anche iniziato una dieta, non aveva neppure mangiato tanto la sera prima. Ho chiesto aiuto, nella confusione ho telefonato al 115 sbagliando a comporre il numero. Non c'è stato niente da fare, alcuni minuti dopo era morto». I carabinieri hanno sentito il racconto dell'amico e di altri senegalesi che abitano nello stesso appartamento. Lo straniero aveva diversi problemi di salute. L'ipotesi più probabile è che sia morto per cause naturali. È stata informata l'autorità giudiziaria, come succede in questi casi, poi la salma è stata consegnata ai parenti (un fratello vive in città) per la sepoltura. In queste ore la comunità senegalese, una delle più numerose in città, si sta dando da fare per aiutare i parenti del venditore ambulante a riportare le spoglie in Senegal. «Non abbiamo tutti i soldi necessari - dice il fratello - cercheremo qualcuno che possa aiutarci. Trasportare la salma in aereo ha un costo abbastanza alto e noi da soli non ce la facciamo a sostenere le spese». Il trentottenne era abbastanza conosciuto nella comunità senegalese. Il contratto d'affitto della casa dove Magatte abitava era intestato proprio alla vittima e con lui abitavano altri venditori ambulanti che ogni giorno vanno al lavoro nelle località della costa.
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