Sicurezza
I rifiuti speciali finivano in discarica
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Valerio Caramassi presidente del Cda di Revet spa di Pontedera Sei indagati nell'inchiesta dell'Arpat: c'è anche il presidente di Revet
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EMPOLI. Sulla vicenda dei rifiuti speciali (delle aziende) che vengono trattati come quelli urbani (delle case) indaga la procura di Firenze. Sei gli indagati per "gestione di rifiuti non autorizzata". La vicenda è partita dopo un controllo dell'Arpat a un'azienda alimentare dell'Empolese. Gli indagati sono Franco Mori - dirigente della gestione tecnica delle attività di Publiambiente - Valerio Caramassi - presidente del Cda di Revet spa di Pontedera, delegata da Publiambiente alla raccolta dei rifiuti multimateriali - Marco Ravagnani - presidente del Cda di "La Revet vetri srl" che smaltisce rifiuti, Sandro Masoni - presidente del consiglio di amministrazione della cooperativa Ati di Castelfiorentino che raccoglie cartone per Publiambiente - Maggino Giglioli presidente del consiglio di amministrazione della cooperativa Modus di S. Miniato che raccoglie rifiuti per conto di Revet spa - e Gabriele Bagni, legale rappresentante dell'azienda alimentare che, come produttrice di rifiuti, controllata da Arpat. Una verifica, questa, che doveva essere di routine ma da cui ha preso avvio l'inchiesta dell'Arpat. Secondo l'indagine in corso, coordinata dal sostituto procuratore Gianni Tei, ci sarebbe stata la violazione del decreto legislativo 152 del 2006 che ha bloccato l'assimilazione dei rifiuti speciali con quelli urbani. Lo sporco prodotto dall'azienda di Castelfiorentino non avrebbero potuto essere ritirato dalle aziende in questione e non avrebbe potuto essere trattato come urbano. I rifiuti avrebbero, invece, dovuti essere smaltiti come speciali e non più assimilabili a quelli urbani con l'introduzione del decreto legislativo citato sopra. La procura vuol accertare anche se ci siano violazioni dal punto di vista amministrativo in relazione all'applicazione della Tia sulla tipologia degli speciali. L'assimilazione tra rifiuti speciali e urbani, in ogni caso, è una pratica che è diffusa in tutta la Toscana e che Publiambiente ritiene di poter continuare a praticare in base a un congelamento che avrebbe avuto il decreto legislativo del 2006. Questo in base a 2 pareri legali richiesti da Publiambiente di recente e dopo le interrogazioni presentate in consiglio comunale a Empoli da Empoli cinque stelle, Rifondazione Comunista e dal gruppo Massimo Marconcini sindaco.
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