Sicurezza
Corridori troppo veloci il Giro beffa tutti e passa mezz'ora prima
Paolo Falconi
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PONTEDERA. Per un attimo che fugge dagli occhi e resta nella memoria. È il Giro d'Italia. La passione per la bici che richiama gli appassionati sulle strade. Un soffio che smuove l'aria e fa tremare il cuore. Ieri, in Valdera e nel Cascinese per il passaggio della 7ª tappa del Giro d'Italia. Un sibilo di ruote in anticipo sulla tabella di marcia, sempre precisa degli organizzatori Rcs. Ma, si sa, sono i corridori a far grande una corsa. Dunque il passaggio della carovana ha colto un po' di sorpresa. Da quando è entrata nel Cascinese. Una buona mezz'ora prima della più "svelta" media di corsa, ecco spuntare dalla curva il gruppo sgranato, anticipato dalla carovana pubblicitaria e da tutti quei mezzi che ogni giorno di Giro trasferiscono oltre 3mila persone. I volontari (ringraziati dall'assessore allo Sport Matteo Franconi a nome dell'Unione dei Comuni della Valdera, per la loro attenta opera a ogni incrocio insieme alle forze dell'ordine) hanno già "pulito" la strada da qualsiasi intromissione di veicoli. Piove fitto. Più che metà maggio sembra fine marzo. Le mezze stagioni... La strada è un'insidia continua, restare in equilibrio è difficile. Il gruppo da qualche chilometro è in fila indiana, segno sfiora i 45 orari. A inizio tappa uno striscione ricorda il cascinese Galletti: faceva parte del gruppo quando scomparve improvvisamente in Spagna. Era il 2005, sembra ieri. Alla strettoia del soprappasso sulla ferrovia su viale della Repubblica a Pontedera i corridori gridano: si avvertono del pericolo e come schegge s'infilano in quel budello di strada. I volontari sbandierano il pericolo. Così al sottopasso della Montagnola. E poi a Ponsacco, e alla rotatoria davanti alla Mercatone Uno di Capannoli. Il fondo stradale, in quel punto, non è dei migliori. Peccato per il mancato Gpm di Volterra: occasione di tuffarsi nella cittadina etrusca per la carovana rosa. Un attimo di passione che sfuma. Forse fino alla prossima edizione. I corridori sono maschere pioggia e fango di una giornata piovosa fin dai primi km che nel finale raggiunge l'apice sulle strade bianche dell'Eroica, nel Senese.
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