La manifestazione
Ad un passo dalla liquidazione
Andreas Quirici
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Panoramica della Società Chimica Società chimica, corsa contro il tempo: lavoratori appesi a un accordo
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POMARANCE. Una corsa contro il tempo. Solo questo potrà salvare i 55 posti di lavoro della Società chimica di Larderello. Amministrazione, proprietà, sindacati e Provincia di Pisa lavoreranno affinché sia scongiurato il rischio di messa in liquidazione dell'azienda, considerato il fatto che a breve dovrà essere approvato il bilancio, non prima però di aver trovato un accordo tra le parti. L'ultimatum lanciato qualche giorno fa da Scl scade proprio oggi, ma l'obiettivo è quello di costruire un documento per il protocollo d'intesa entro la prossima settimana. Frenetica l'agenda degli impegni. Ieri si è riunita la commissione delle attività produttive del consiglio comunale di Pomarance. All'ordine del giorno, la stesura di un documento con le richieste che l'amministrazione comunale dovrà proporre alla proprietà della Società chimica, in modo da preparare le basi del già citato protocollo d'intesa. Corposa la lista che entro pochi giorni sarà sottoposta all'attenzione dei dirigenti di Scl e non è detto che ogni punto venga accolto. Lunedì poi sarà la volta della presentazione del business plan nella sede dell'Unione industriale pisana da parte dei proprietari di Scl ai rappresentanti sindacali provinciali. Un altro passaggio chiave nell'ottica del coinvolgimento delle parti verso la condivisione del progetto, ritenuto di vitale importanza per il futuro occupazionale dell'intera Valdicecina. «Non possiamo rinunciare a quei 55 posti di lavoro - spiega il sindaco Loris Martignoni - perché la situazione è già difficile così com'è. Se si aggiunge un altro caso di emergenza la crisi si acuirà ancora di più». In ballo c'è anche la Provincia, competente per materia sulla discarica di Bulera, che cercherà d'inserire nel documento finale il proprio parere sulla richiesta di aumento della quantità di rifiuti da conferire nel sito e lo slittamento del termine ultimo per la chiusura definitiva della stessa discarica. Insomma, una maratona che non ammette deroghe e che vede al centro dell'intera vicenda proprio Bulera e la possibilità di capitalizzare denaro da investire nell'azienda derivante dall'eventuale parere positivo da parte della Provincia alle richieste avanzate da Scl, proprietaria della discarica. Il nodo della questione sta tutto li. Il business plan è ritenuto valido da più parti, ma le garanzie che Bulera non venga utilizzata esclusivamente a scopo di lucro non ci sarebbero ancora. Per questo saranno fondamentali i prossimi giorni che serviranno anche a superare le perplessità politiche e sociali di una comunità (quella di Pomarance) che ha sempre guardato alla discarica come un sito da chiudere al più presto e che invece adesso si ritrova a doverlo mantenere in vita per non perdere prospettive economiche di una delle realtà più importanti dell'Alta Valdicecina e di conseguenza lavorative per le numerose famiglie dei lavoratori che dipendono dall'andamento della Società chimica Larderello.
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