Il dolore
Raro ma vero, due puledri gemelli
Andreas Quirici
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I puledri gemelli insieme alla loro mamma nel centro ippico Collelungo L'incredibile parto è avvenuto al centro ippico Collelungo di Palaia Il veterinario: «Non se n'era accorto nessuno, ci siamo tutti meravigliati»
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PALAIA. «Quel che è successo lo scorso primo maggio è incredibile». Le parole del veterinario Stefano Cenerini di Guardistallo sono inarrestabili come il corso della natura che a volte va contro ogni regola e che nel giorno dei lavoratori ha permesso a una cavalla di portare a termine una gravidanza gemellare al centro ippico Collelungo dopo i canonici undici mesi. «Un fatto raro», dice ancora il medico. Di solito, quando una cavalla rimane incinta di due puledrini contemporaneamente, si sopprime un embrione perché i rischi che abortisca al settimo mese o che uno dei due piccoli nasca morto o muoia subito dopo il parto sono altissimi. «Non se n'era accorto nessuno - racconta Cenerini - e quando siamo arrivati nella stalla e abbiamo visto che aveva partorito ci siamo tutti meravigliati». La cavalla in questione ha 12 anni e si chiama Maike 088. Ha un passato da saltatrice a ostacoli e un presente fatto di passeggiate di addestramento per le persone che vogliono imparare questo sport e di trekking nel verde della campagna della Valdera. La notte veniva sistemata nel suo recinto, giusto accanto a quello di Noà, un puledro di appena un anno di vita. L'esuberanza del giovane cavallo ha fatto sì che, complice l'oscurità, la staccionata di divisione fra i due divenisse uno scoglio facilmente superabile. La grande voglia di accoppiarsi del piccolo, ma intraprendente puledro ha fatto il resto, regalando al centro ippico (di proprietà di Maria Teresa Paganelli, in cui lavora l'istruttrice Isabella Tantulli) due nuovi esemplari. Zero, un cavallino grigio e Zueg il suo gemello sauro (in altre parole di colore marrone chiaro) che ha addirittura un occhio azzurro. Maike ha partorito in modo naturale, senza l'ausilio di tecniche particolari per l'estrazione dei due cavallini. Semmai, questi ultimi hanno avuto qualche problema, una volta venuti al mondo. «Uno dei due non riusciva a trovare le mammelle della madre per l'allattamento - aggiunge Cenerini - e ha avuto bisogno di cure. A entrambi, però, abbiamo dovuto somministrare plasma equino per compensare la deficienza immunitaria creatasi nei loro organismi a causa della quantità insufficiente di latte materno che contiene, appunto, la sostanza immunitaria». Una storia a lieto fine, rivelata solo dopo che i fratellini hanno dato dimostrazione di stare bene e di poter crescere senza problemi.
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