Il Tirreno

Pontedera

Si pensa a una class action. Sotto accusa le fognature e le opere urbanistiche di alcune frazioni considerate inadeguate

Vogliono i danni per gli allagamenti

Negozi allagati a San Giorgio
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Negozi allagati a San Giorgio

Cittadini si uniscono contro il Comune per intraprendere un'azione in tribunale

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CASCINA. Una class action per chiedere al Comune i danni causati dai frequenti allagamenti delle strade dovuti a problemi alle fognature. Alcuni cittadini stanno pensando di unirsi (è già stato formato un comitato) per intraprendere l'azione legale. L'idea di unire le forze per fare in modo che il Comune potenzi la rete fognaria o finanzi le opere urbanistiche necessarie ad evitare gli allagamenti in alcune frazioni, come San Giorgio, Visignano e Badia, dove ogni volta che piove più del dovuto negozi e case vanno sott'acqua, si sta concretizzando proprio in questi giorni. Decine sono i cittadini intenzionati a far sentire la loro voce. C'è chi, come Barbara Equi del Club del Sole, si è rivolto all'avvocato Luca Poldaretti intenzionato a portare in tribunale il Comune e a chiedere un risarcimento. Nel caso del centro di estetica, situato a San Giorgio lungo la Tosco Romagnola, si parla di danni superiori a trecentomila euro.  Il negozio è stato alluvionato a febbraio dell'anno passato e alcuni giorni fa, sempre per lo stesso problema. Neppure i vigili del fuoco hanno potuto fare più di tanto in quanto era evidente che le fognature, dopo il temporale, erano andate in tilt.  «Siamo stati informati che ci sono altri cittadini intenzionati a portare avanti un'azione legale - spiega l'avvocato Poldaretti - nei prossimi giorni ci sarà un incontro per verificare quanti sono i cittadini interessati». In ballo ci sono non solo i danni alle attività economiche ma anche quelli dovuti alla svalutazione degli immobili. In pratica ci sono negozi che si allagano come se fossero garage o scantinati e questo perché le opere di urbanizzazione non sono adeguate al numero di case e di cittadini a cui devono servire.  C'è già un comitato, presieduto dall'avvocato Leonardo Cosentini, ex consigliere comunale, che segue da vicino la vicenda dei risarcimenti conseguenti all'alluvione del febbraio 2009. Sembra che il Comune abbia ricevuto i soldi dalla Regione e che presto potrebbero essere pagati i primi risarcimenti. Rispetto a questi primi risarcimenti, anche se sono trascorsi molti mesi, i cittadini mantengono un atteggiamento di fiducia.  Ad alimentare le polemiche, tra i cittadini e a livello politico, sono state anche le dichiarazioni degli ultimi giorni arrivate dalla maggioranza rispetto al piano degli investimenti previsto per i prossimi tre anni. Progetti ambiziosi che fanno ancor più discutere se messi a confronto con situazioni - come quella delle carenze strutturali delle fognature - che da anni attendono una risposta.  «Spesso il Comune si fa vanto dei corposi investimenti effettuati sul territorio del nostro comune - dice Loris Grassulini di An -. Investimenti che dovrebbero consentire uno sviluppo sostenibile del nostro territorio». Ma di che cosa stanno parlando? Chiede Alleanza Nazionale. «Dov'è il tanto conclamato sviluppo sostenibile a Cascina se alle prime abbondanti piogge molte frazioni finiscono a tutt'oggi sott'acqua? L'opposizione attacca: «Da oltre un anno, da quando si verificarono gli stessi episodi alluvionali nelle medesime zone del Comune, il Comune non è riuscito a mettere in campo adeguate politiche di intervento per risolvere o attenuare il problema. In un ordine del giorno votato dal consiglio comunale un anno fa l'unico impegno che l'amministrazione si prese fu quello di sollecitare il governo a farsi portavoce presso la Comunità europea della necessità di modificare la normativa vigente in materia di trattamento di materiali da scavo dei fossati». E questo ha consentito, secondo An, di lasciare tutto come stava nel fosso della Mariana che quando piove arriva sulla strada.

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