Il Tirreno

Pontedera

Lite sull'affitto, intervengono i carabinieri

Nicolò Colombini

Rischia di degenerare la discussione tra due fratelli e il proprietario

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 SAN MINIATO. È stato necessario l'intervento dei carabinieri, martedì scorso a San Romano, per sedare un'accesa discussione tra due giovani fratelli marocchini, che da qualche anno vivono in affitto in un'abitazione di via Arginale ovest, e il sanromanese proprietario dello stabile. Una discussione nata quando i due, di ritorno da alcune commissioni, si sono trovati di fronte a una scena tanto inattesa quanto scioccante: «Abbiamo trovato la porta aperta - spiega il più giovane dei due - e tutti i nostri effetti personali distrutti e gettati per terra nel fango fuori del cancello. Non è il primo episodio di intimidazione che riceviamo dal proprietario, ma ora non ne possiamo davvero più. Da tempo cerca in tutti i modi di farci andare via: sono sette mesi che ci ha tolto l'acqua, e per tutto l'inverno abbiamo dovuto vivere come bestie, lavandoci con secchi riempiti grazie all'aiuto di qualche amico. Ma noi non vogliamo andarcene, abbiamo firmato un contratto regolare e abbiamo sempre pagato i nostri trecentocinquanta euro mensili con puntualità. Il motivo per cui non ci vuole più qui è che pretende di essere pagato sempre in nero, e da quando abbiamo chiesto le ricevute dei pagamenti i tentativi, anche violenti, di allontanarci sono aumentati».  B.E.M., trentun anni, e A.E.M., ventinove, sono due di sei fratelli che da quasi dieci anni hanno lasciato il Marocco per lavorare nel distretto conciario, e dal 2007 vivono in un trilocale che per la legge non è altro che un magazzino, tanto che a causa di questa classificazione alla moglie e al figlio di B., tuttora in Marocco, viene impedito di raggiungerlo in Italia. «Anche il ragazzo albanese che vive accanto a noi è in una situazione simile, e nessuno fa niente. Chiamiamo i carabinieri e ci dicono che non si può fare nulla, che dobbiamo andarcene. Se potessimo ce ne andremmo anche subito, ma non abbiamo scelta».  I contrasti con C.P., sessantasettenne proprietario dell'immobile, proseguono da anni, e lui stesso dà una versione dei fatti differente a discolpa del suo gesto: «Non è più possibile tollerare un comportamento del genere. Come possono chiedere la ricevuta dei pagamenti quando sono anni che non pagano l'affitto? Non hanno mai rispettato i termini del contratto, non fanno niente dalla mattina alla sera e sono al centro di affari più che discutibili. Ora la pazienza è finita, o pagano o se ne vanno».  Entrambe le parti hanno deciso di affidarsi a un avvocato e a questo punto pare inevitabile un epilogo della questione in tribunale.

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