Il dolore
Servita la stangata sui nonnetti
Luciano Gianfranceschi
◗
Gli ospiti della casa di riposo “Meacci” di Santa Croce durante una festaSanta Croce: aumenta di due euro al giorno la retta della casa di riposo
3 MINUTI DI LETTURA
SANTA CROCE. «Quando torna a trovarci il vescovo? Almeno quel giorno s'è mangiato bene. Invece, certe sere ci danno per cena pane e pomodoro, che quando ero giovane ci facevo merenda». Se l'è sentito dire un familiare da un anziano ospite della casa di riposo intitolata alla memoria del sindaco Meacci. Che, secondo altri familiari, anziché essere un fiore all'occhiello, viene trascurata. Le camere non vengono imbiancate da anni, forse da decenni. Anche le finestre avrebbero bisogno di una mano di tinta. E le serrande, invece, di manutenzione: l'ultima volta fu quando cambiarono colore da marrone a verdi. Dal tetto ci piove. Mancano i guanti per le assistenti. Le segnalazioni? Inascoltate. E ora fioccano le proteste: la retta di 47 euro al giorno è stata aumentata a 49. Il che significa un aumento annuale di oltre settecento euro. «Non ce la faccio a pagarla, sono in cassa integrazione - protesta una congiunta -. Mi hanno proposto la rateizzazione, ma sempre di soldi si tratta. Quando sarò in pensione io, chissà se me lo potrò permettere! E ora bisognerà pagare anche gli arretrati, dal 1º gennaio scorso: perché la decorrenza è addirittura retroattiva? L'aumento è spropositato, in un momento di crisi come questo. In cui il Comune spende e spande, per cose meno importanti delle persone anziane». La casa di riposo era nata per iniziativa popolare, e veniva sostenuta dalle offerte delle concerie e da donazioni di privati: ai tempi delle lire, un ospite pagava da 1.500 a 2.800 lire. Poi, nel 1997, è subentrata l'amministrazione comunale, e la situazione ora è esposta a critiche. Unica - importante - eccezione, la riconosciuta assistenza agli anziani: le infermiere sono brave. Conferma il sindaco Osvaldo Ciaponi: «Il consiglio comunale ha approvato il provvedimento che è inserito nel bilancio di previsione 2010. Si tratta di un adeguamento all'aumento dei costi, che ogni anno c'è anche per le refezioni e i trasporti scolastici. Ovvero, i servizi a domanda individuale: per la casa di riposo 2 euro al giorno, per gli altri servizi il 2%». Poi, dettaglia: «Va tenuto presente che comunque gli incassi derivanti dalle rette coprono minimamente il costo di gestione della casa. Anche se una parte la paga l'Asl 11, per gli anziani non autosufficienti, in quanto esistono una quota sociale e una quota sanitaria. Il resto rimane sulla fiscalità generale del bilancio del Comune». Quarantanove euro al giorno non sono pochi, con arretrati dall'inizio dell'anno. «E' la retta più bassa che c'è tra tutte le case di riposo dell'Asl 11, di molto inferiori a San Miniato e a Empoli, dove si parla di 55-60 euro al giorno. Ed è l'unica, sempre nella nostra Asl, ad essere gestita direttamente dal Comune, con personale nostro e di una cooperativa. Quanto alla procedura, è la stessa che in passato». E a proposito della manutenzione alla struttura, il sindaco annuncia: «E' già tutto previsto. Aspettavamo l'approvazione del bilancio, ora potremo fare gli interventi. Ovviamente concorderemo le priorità con i servizi, in base a quanto già stanziato». Conclude Ciaponi: «La casa di riposo come servizio sociale, e i servizi educativi come la scuola, sono quelli per i quali abbiamo fatto ogni sforzo per mantenerne la qualità e la quantità, senza esternalizzarne i servizi. Nonostante le note difficoltà del bilancio attuale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
