Il Tirreno

Pontedera

Pesenti, tra i banchi le sentinelle della legalità

Elena Iacoponi
L’auditorium del Pesenti in occasione di un’iniziativa dell’Istituto
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L’auditorium del Pesenti in occasione di un’iniziativa dell’Istituto

Presentato nell'auditorium della scuola il progetto che ha coinvolto tre classi dell'istituto

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 CASCINA. «I giovani sentinelle della legalità" è il titolo della conferenza che si è tenuta all'auditorium dell'Iiss "Pesenti" di Cascina. Il progetto ha coivolto la classe 1 A indirizzo Scientifico-sportivo, per i temi legati allo sport, e la prima e seconda I dell'indirizzo Internazionale per il tema "L'acqua come bene comune".  Sono intervenuti il sindaco di Cascina Moreno Franceschini; l'assessore provinciale alla Pubblica istruzione Miriam Celoni; Domenico Bilotta, responsabile progetto nazionale per le scuole della Fondazione "Antonino Caponnetto". Inoltre Fabrizio Damiani, volontario dell'associazione LiberArci dalle spine, che ha illustrato la fase di giugno del progetto, quando 20 alunni toscani, in rappresentanza delle scuole che hanno aderito all'iniziativa, si recheranno a Corleone, ospiti per una settimana della Cooperativa sociale "Lavoro e non solo".  Al progetto, che ha il patrocinio della regione Toscana, ha aderito anche il Liceo classico-scientifico "XXV Aprile" di Pontedera ed in sala erano presenti anche i due insegnanti referenti, Marco Nuti e Giovanni Volpi, oltra al referente dell'Istituto "Pesenti" per il progetto, il professor Ferdinando Mellea.  I ragazzi della prima A dell'indirizzo scientifico-sportivo hanno sviluppato il percorso dei beni comuni e lo hanno illustrato nella sala dell'auditorium "Pesenti" con l'aiuto di diapositive. Tutti originari di Vicopisano, i ragazzi si sono recati dai loro ammnistratori con richieste specifiche: una nuova palestra, il recupero del campo sportivo ma anche un consiglio dei giovani.  Per l'acqua pubblica come bene comune i ragazzi della classi prima e seconda dell'indirizzo Internazionale si sono attivati per la raccolta di firme contro la proposta di legge di privatizzazione dell'acqua, sviluppando il tema "L'acqua come bene comune". Gli alunni hanno intervistato le proprie famiglie e realizzato schemi proiettati proprio per l'occasione. Circa il 60% delle famiglie beve acqua in bottiglia, ed è contraria alla privatizzazione, sta attenta al consumo cercando di non sprecarla. I ragazzi hanno ipotizzato anche un riuso dell'acqua stessa, dove possibile, per limitare il consumo, e, quindi, la spesa. «La perdita dell'acquedotto - ha detto il sindaco di Cascina, Moreno Fraceschini- è di circa il 40% e per i centri storici del 70% ed i costi per il rifacimento della rete idrica sarebbero molti grandi. Per ora possiamo solo cercare di evitare lo spreco per diminuire il consumo di questo bene. I temi della pace e della legalità sono cari anche al nostro Comune e da tempo ogni anno ci rechiamo a Corleone nei terreni confiscati alla mafia e siamo solidali alla Carovana antimafia ed alla stessa Fondazione Caponnetto. Industria ed agricoltura consumano troppa acqua e un riuso della stessa potrebbe essere un'ipotesi di risparmio».  «I ragazzi sono cittadinanza attiva - ha aggiunto l'assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Miriam Celoni - e si sono dimostrati anche in questa occasione attenti e critici osservatori, soprattutto molto propositivi».  «I ragazzi sono attori di tematiche emergenti come quella della legalità e questo progetto è un esempio di partecipazione attiva - ha concluso Domenico Bilotta per la Fondazione Caponnetto - Ormai da diversi anni lavoriamo come Fondazione in questo senso. Da giugno una delegazione di ragazzi che hanno aderito a questo progetto si recherà a Corleone, grazie anche alla collaborazione dell'Arci, per visitare i terreni confiscati alle mafie».

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