La manifestazione
Scl, paura di perdere il posto
Andreas Quirici e Vinicio Bibbiani
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Martignoni Lavoratori in agitazione, sull'allargamento della discarica si gioca il futuro dell'azienda. Il Comune: ambiente da tutelare
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POMARANCE.Preoccupazione per il proprio posto di lavoro in conseguenza degli sviluppi legati al futuro della Società chimica Larderello (Scl) è stata espressa dai Rappresentanti sindacali unitari ai componenti del consiglio comunale di Pomarance ieri mattina. Un incontro in cui l'amministrazione comunale si è detta vicina ai lavoratori, ma anche decisa a dare un'accelerata alla situazione, considerando le prossime settimane come decisive per il buon esito della trattativa. L'azienda ha lanciato un ultimatum alle istituzioni, chiedendo l'allargamento della discarica di Bulera per ottenerne crediti dalle banche. «Siamo consapevoli che il tempo stringe - ha detto il sindaco Loris Martignoni - e vogliamo arrivare a una decisione positiva, ma che sia il più possibile condivisa dalle varie anime del territorio. Le garanzie che vorremmo, però, riguardano la salvaguardia ambientale, ma anche investimenti nell'impresa in modo da garantire futuro a questa realtà». L'obiettivo è di arrivare alla fine di maggio e aver ottenuto un documento in cui possano essere inclusi i propositi da parte di tutti i soggetti coinvolti. L'azienda, chiamata a un piano finanziario che faccia un po' meno affidamento su Bulera e un po' più su risorse finanziarie (che al momento non sembrano essere a disposizione). La Provincia a cui spetta l'autorizzazione dell'ampliamento della discarica e dello slittamento di qualche anno per la chiusura. Il consiglio comunale (Martignoni preferirebbe al gran completo) è invece l'ago della bilancia a cui sarà chiesto di esprimere un giudizio definitivo sull'affare. «Il territorio dovrà prendere una decisione entro poche settimane, altrimenti sarà difficile trovare una soluzione», ha detto lo stesso sindaco pochi giorni fa. Ecco quindi che la tanto attesa svolta per Scl comincia a farsi intravedere all'orizzonte. Il cielo non è sgombro da nubi, ma non si capisce ancora quanto le incertezze delle ultime ore siano un gioco delle parti o se invece il lavoro da fare per far avvicinare le pretese dell'azienda alle necessità delle istituzioni sia ancora consistente.
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