Sicurezza
Santa Maria a Monte. E i genitori vogliono recuperare le ore perdute per i tagli
La mensa sarà riorganizzata
Nilo Di Modica
◗
Bambini durante il pranzo ad una mensa scolastica Il Comune smentisce le voci di una prossima privatizzazione
2 MINUTI DI LETTURA
SANTA MARIA A MONTE. La scuola ancora al centro delle polemiche. Questa volta a far discutere le forze politiche è la gestione della mensa scolastica dell'istituto "G. Carducci". In particolare, in un comunicato, è il segretario di Rifondazione Comunista Cristiano Nuti a farsi sentire. Una serie di domande, rivolte alla giunta, relative a recenti voci di corridoio su una prossima privatizzazione della mensa scolastica. Si richiedono «immediati chiarimenti» relativamente ad un servizio che viene definito "il fiore all'occhiello", che, se privatizzato, comporterebbe una grave perdita in termini di qualità. Sempre nell'ambito della scuola, il segretario di Rifondazione Comunista prende di mira i recenti tagli all'orario scolastico. «Siamo consapevoli che i tagli imposti alla scuola dalla "controriforma" Gelmini (riduzione del personale Ata e del personale docente, riduzione di orario scolastico, ecc.) si ripercuotono duramente sui bambini, nonché sulle famiglie e sui bilanci - continua il Prc - malgrado questo, però, un'amministrazione di centrosinistra dovrebbe cercare tutte le strade possibili per salvaguardare una scuola di qualità». Pronta la risposta dell'assessore all'istruzione Cristina Falleri, che, negando categoricamente la possibilità di una privatizzazione della mensa, rilancia però la necessità di una riorganizzazione. «Le amministrazioni di questi ultimi anni hanno sempre investito per avere una mensa adeguata e di qualità - afferma Falleri - malgrado questo i recenti tagli al personale, con relativo accorciamento dell'orario ed eliminazione di alcuni pomeriggi, hanno finito per ridurre l'utenza della mensa scolastica, la quale è strutturata per un numero maggiore di ragazzi». «Proprio per questo - continua Falleri - dobbiamo entrare nell'ottica di idee che una mensa così fatta non può essere ridotta a fare un numero minimo di pasti. Quindi dovremo studiare modalità tali che possano mantenerla su un numero congruo, magari prevedendo l'adempimento di altri servizi. Le modalità, comunque, sono ancora tutte da definire e andranno sicuramente nell'ottica di un potenziamento dell'attuale servizio pubblico e non certo di un suo smantellamento». Una sfida che non potrà coinvolgere anche i genitori, che per voce del presidente del consiglio d'istituto Andrea Morelli continuano a mantenere un canale aperto con le istituzioni dando la loro massima disponibilità. «Sappiamo quanto la situazione sia difficile - dice Morelli - ma invitiamo l'amministrazione a discutere con i genitori eventuali strategie per il recupero delle ore perdute. Da parte nostra c'è la piena disponibilità a venirsi incontro anche trovando metodi di autofinanziamento atti al pagamento del personale mandato in esubero, ma la forma deve essere trovata dagli amministratori. Speriamo comunque che, avendo sfondato il tetto di 1.100 alunni, si possa aver diritto al reintegro di un'unità fra i non docenti; per la legge ne avremmo diritto, ma ne saremo sicuri solo a fine anno».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
