Il Tirreno

Pontedera

Proposte e richieste da parte di Cobas e Aiea: più sostegno alle famiglie

Sportelli informativi per l'amianto

Federico Giusti dei Cobas
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Federico Giusti dei Cobas

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 LARDERELLO. Parlano di catastrofe sanitaria e ambientale quando si riferiscono a quel materiale killer che tante vittime ha fatto e sta facendo, l'amianto. Loro sono Federico Giusti dei Cobas e Maurizio Cardellini dell'Associazione esposti amianto sezione Larderello. Ed è proprio il borgo di Michelucci a conoscere più che mai gli effetti di tubazioni in eternit e vapordotti impiegati nell'attività geotermica che, in larga scala, ancora sono ferite aperte in tutta l'Alta val di Cecina. Si chiede più impegno da parte del consiglio provinciale affinché sia ricordato il sacrificio dei lavoratori che, in nome del profitto e per mancanza di tutele, si sono ammalati e sono morti. «Servirebbero veri e propri sportelli informativi amianto in ciascuna provincia e comune nei siti di maggior rischio ambientale, con il supporto delle associazioni egli esposti - fanno presente - Senza contare che sollecitiamo il completamento della mappatura amianto sul territorio regionale e la predisposizione di un tavolo per giungere alla definizione di un protocollo d'intesa tra Comuni, Provincia e Regione». La Regione è destinataria anche della richiesta di organizzare con cadenza annuale la conferenza regionale amianto: «Vorremmo che aggiornasse anche il piano regionale amianto, come previsto dalla normativa». Cobas e Aiea spingono anche per una maggior attenzione e sostegno alle famiglie dei lavoratori ammalati o morti e una spinta politica per l'approvazione del disegno di legge As 23 depositato il 28 aprile 2006 con il sostegno di 24mila firme dei cittadini ed esposti che hanno chiesto l'accelerazione dell'iter, per attuare un aggiornamento della normativa in vigore.

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