Il dolore
Morosa, le suore la sfrattano
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Lesterno della casa alla Rotta La donna, straniera e incinta, portata in tribunale
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PONTEDERA. Sono le suore del Divino Amore ma anche loro, soprattutto in tempo di crisi, devono fare quadrare i bilanci senza badare troppo a cosa suggerisce il cuore. E così l'istituto religioso, che ha una sede e proprietà immobiliari anche a La Rotta, ha dato lo sfratto a una famiglia di nigeriani. Sono morosi, devono andarsene al più presto. La coppia, con un figlio di pochi mesi e un altro che dovrebbe nascere all'inizio di luglio, non paga l'affitto della casa dove abita, di proprietà delle suore. Ieri mattina, in tribunale a Pontedera, c'è stata l'udienza per decidere sullo sfratto richiesto dalla proprietà dell'appartamento (cioè dalle suore) affittato agli inquilini morosi, rimasti senza soldi dopo che il marito è rimasto senza lavoro. L'avvocato delle suore ha insistito nel chiedere la convalida dello sfratto. La famiglia nigeriana, pur tra mille difficoltà, si è impegnata a pagare a rate il debito accumulato e questo gli ha permesso di strappare una proroga fino a settembre. Almeno d'estate, quando nascerà il bambino, non saranno senza una casa. La situazione è complicata. Comune, società della salute, servizi sociali sono stati tutti interessati del problema. La famiglia nigeriana abita dal 2006 nell'appartamento delle suore. Nel corso del 2009 il marito ha perso il lavoro e così sono iniziati i problemi economici. Anche l'affitto, che pure è abbastanza contenuto e non supera i 300 euro mensili, non è stato pagato. A fine 2008 la coppia ha avuto un figlio. Poi la famiglia, seguita anche dal Centro di aiuto alla vita che non manca di fornirli di pacchi alimentari, si è preparata a un nuovo lieto evento. Ma le suore - la decisione è stata presa dalla direzione dell'istituto a Roma e le religiose di La Rotta si sono dovute adeguare - non intendono lasciare l'appartamento a inquilini morosi. Dopo lettere e solleciti è arrivata la procedura di sfratto che l'inquilino ha cercato di evitare senza risultati concreti. Le suore a La Rotta, pur con qualche imbarazzo, confermano che la procedura di sfratto è seguita da Roma e che non è stato possibile fare molto per bloccarla prima che arrivasse in tribunale, davanti a un giudice. «Siamo a conoscenza del problema - dice l'assessore comunale, Marco Cecchi - è uno dei quarantacinque casi di cui siamo chiamati ad occuparci, si tratta di famiglie con minori che rischiano lo sfratto. Noi possiamo fare in modo che alla famiglia sia assegnato un aiuto per pagare l'affitto. C'è poi l'aspetto che riguarda il lavoro, il marito è senza un'occupazione. Bisognerà attivare un percorso per cercare di fare in modo che possa trovare un lavoro». S. C.
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