Il dolore
Mi sposo con la cera del duomo
Francesca Suggi
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In alto alcuni lavori dei ragazzi; sotto Ivana e Giampiero (foto di Silvano Silvia) La riciclano i ragazzi disabili e ne fanno bomboniere: vanno a ruba
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VOLTERRA. «Guarda che belli questi cuori, ma che fatica, perché non è facile lavorare la cera», esclama Giampiero, chino su quelle formine da modellare. «La parte più difficile è quando dobbiamo bloccare il filo», prosegue Rossana che con fare certosino ha già preparato una decina di bomboniere. Ne servono ancora un centinaio per il prossimo matrimonio di giugno e lei, insieme ai suoi compagni del centro Oda di Villa San Luigi a Firenze, devono prepararle entro fine mese. La cera è pronta, arriva dalle candele del duomo di Volterra che ha regalato tutto il materiale ai ragazzi disabili del centro dell'Opera diocesana. «Questa attività è nata in modo del tutto casuale, proprio dopo una visita dei nostri ospiti nella città dei Priori che si è dimostrata poi molto collaborativa», raccontano da Firenze. E l'idea, come sottolineano i protagonisti, è nata proprio da loro per ringraziare una coppia di sposi che aveva scelto di devolvere in beneficenza a Villa San Luigi la somma necessaria per l'acquisto di bomboniere tradizionali. Da qui l'intuizione, arrivata dritta dal cuore dei ragazzi, di "ricompensare" il bel gesto realizzando loro stessi il cadeaux nuziale: «Per loro facemmo una cinquantina di bomboniere che piacquero a tante persone», fa sapere la direttrice sanitaria Giovanna Sorrentino. Il passaparola, poi, fa il resto e da qualche mese a questa parte i manufatti di Gaetano, Emiliano, Rossana e tutti gli altri vanno letteralmente a ruba. Per giugno il gruppo, una decina in tutto, sta lavorando quotidianamente per due sposi fiorentini che hanno ordinato 120 bomboniere. «Quando si sposa mia nipote farò le bomboniere anche per lei, perché il cuore è il simbolo di San Valentino, e quindi dell'amore», commenta a caldo Gaetano. Gli fa eco Rossana: «Ci abbiamo messo tre mesi. Abbiamo lavorato tutti insieme, ci siamo divertiti, e la parte più difficile è venuta alla fine, quando dovevamo bloccare lo stoppino». Il centro ospita in totale 45 persone. E sono tante le attività che i giovani ospiti fanno durante il giorno, dal decoupage alla falegnameria. Quello delle bomboniere è un progetto tutto nuovo che subito ha entusiasmato ragazzi e operatori. Un successo inaspettato (info: 055 451383) che accende il laboratorio della Villa di entusiasmo e felicità. «Per noi dell'Oda - continua la direttrice - si è aperta una nuova sfida. Le problematiche legate all'inserimento nel mondo del lavoro delle persone con disabilità intellettiva sono, infatti, tutt'altro che risolte e gli inserimenti lavorativi sono ancora troppo pochi e spesso di complessa realizzazione». Guardarli lavorare è uno "spasso". Si aiutano, si correggono, si danno consigli. Ormai sono quasi esperti. «Le candele le abbiamo finite. Per il prossimo matrimonio io vorrei preparare delle margherite colorate», racconta Emiliano. Proprio sul tema del lavoro l'Oda si è recentemente impegnata avviando il progetto finanziato dalla Regione Toscana, "Network per le persone diversamente abili in Toscana, avvio di una strategia di stakeholder engagement". «La prima fase del progetto - conclude Giovanna Sorrentino - ha messo in evidenza come spesso le cause della mancata inclusione della persona disabile nel mondo del lavoro siano da ricercare in epoche molto lontane dalla maggiore età».
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