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Pontedera

Mamma Ebe, l'Asl parte civile

Mamma Ebe quando fu arrestata nel gennaio 2004
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Mamma Ebe quando fu arrestata nel gennaio 2004

Iniziato il processo contro il medico di San Miniato

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 SAN MINIATO. L'Asl di Cesena si è costituita parte civile nel processo contro Gigliola Giorgini, più nota come Mamma Ebe. Processo che, ieri mattina, davanti al tribunale collegiale di Pistoia, ha mosso i suoi primi passi, con le richieste predibattimentali di pubblica accusa e avvocati. La corte ha accolto la richiesta dell'avvocato Mario Mannuzzi, che rappresenta l'azienda sanitaria cesenate.  L'Asl di Cesena si era già costituita parte civile nel processo gemello a quello attuale, che si è concluso due anni fa in tribunale a Forlì: Mamma Ebe, insieme ad altri imputati, fu condannata a risarcire i danni in relazione alla truffa portata a termine attraverso decine e decine di ricette - ritenute false - per farmaci mutuabili a discapito dell'azienda sanitaria.  In tale contesto, un ruolo fondamentale era quello di un medico di San Miniato, Mauro Martelli, che, all'epoca convenzionato con l'Asl di Cesena, esercitava a Sogliano sul Rubicone: "presta la propria professione di medico - si legge nel capo d'imputazione - al servizio delle esigenze sanitarie e terapeutiche dell'associazione, predisponendo ricette mediche false a seguito delle indicazioni date dalla Giorgini e delle sue esigenze di ottenere medicinali per i propri pazienti".  La Santona del San Baronto, che ieri mattina non era presente in aula, è accusata di associazione per delinquere, esercizio abusivo della professione sanitaria, falso materiale e ideologico in ricette mediche e truffa ai danni dell'Asl. Stesse accuse, a vario titolo, per altre 12 persone. Il processo pistoiese è scaturito dalle indagini effettuate dal commissariato di Cesena, che portarono poi al processo di Forlì. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, una serie di reati compiuti da Mamma Ebe tra il dicembre 2002 e il gennaio 2004 erano stati commessi nella villa di San Baronto e negli ambulatori satelliti di Scandicci, Empoli e Capannori. Secondo le accuse, è là che la Giorgini visitava i "pazienti", praticando loro terapie e prescrivendo farmaci. In questa sua attività, era affiancata, secondo il pm, dal marito Gabriele Casotto.  Ieri mattina, il tribunale ha accolto tutte le richieste di prove testimoniali presentate dalle parti. Riguardo alla richiesta di trascrizione delle intercettazioni telefoniche, ha invitato il pm a depositare, nella prossima udienza, la lista con l'indicazione dettagliata di quelle da lui ritenute necessarie. Nel frattempo, la corte nominerà un perito al quale affidare l'incarico di trascriverle.  Tutte respinte le eccezioni presentate dagli avvocati difensori. Il legale di Giogliola Giorgini, Gaetano Berni, aveva sollevato la questione del legittimo impedimento, da parte della donna, 77enne, di partecipare al processo, a causa delle sue non buone condizioni fisiche e psicologiche. Aveva inoltre chiesto la prescrizione dei reati di truffa (ritenendoli privi dell'aggravante contestata).  La prossima udienza sarà il 19 ottobre prossimo. Saranno sentiti i primi dei 44 testimoni citati dall'accusa.

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