Gioco
Incubo melanoma all'ospedale Lotti in cura 72 pazienti
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Un dermatologo esamina un neo ad una paziente 3 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Tra i tumori maligni, il melanoma (il cancro della pelle) è sicuramente uno dei più subdoli e pericolosi. Se diagnosticato in tempi non brevi, può portare alla morte anche nel giro di pochi mesi. Contro questo tipo di neoplasia la medicina e la chirurgia hanno fatto passi da gigante, ma il melanoma continua a far paura. E tanta. Ogni anno, nel territorio di competenza dell'Asl 5 di Pisa spuntano infatti 90 nuovi casi (dei circa 400 che emergono nel nord-ovest della Toscana). Il numero è in crescita rispetto agli anni precedenti e si tratta, purtroppo, di una tendenza che viene registrata anche nel territorio dell'Asl 11, che comprende i comuni del Valdarno Inferiore. «Riscontriamo - afferma il dottor Brandini, direttore dell'unità di dermatologia dell'Asl 11 - un preoccupante aumento dei casi di melanoma, che nel 2009 sono stati pari a 59 contro i 40 dell'anno precedente, con un forte incremento dei cosiddetti melanomi sottili, fortunatamente, a buona prognosi». Tornando a Pontedera, all'unità operativa di oncologia dell'ospedale Lotti nei mesi scorsi sono state effettuate 24 prime visite di nuovi casi di melanoma e per questa particolare patologia tumorale vengono seguiti 72 pazienti. «Il numero dei casi di melanoma visitato e seguito a Pontedera - spiega il professor Orlando Goletti, chirurgo responsabile del dipartimento oncologico - è sicuramente in aumento, sia per la crescita dell'incidenza che per il fatto che è presente un ambulatorio dedicato per due volte alla settimana, con la presenza di un chirurgo plastico in convenzione (il dottor Malloggi, ndr) che esegue sia visite specialistiche che gli interventi necessari. Oltre al chirurgo plastico - prosegue Goletti - all'unità operativa di chirurgia generale è presente un'attività di chirurgia ambulatoriale che opera 4 giorni alla settimana (oltre 2.000 interventi nel 2009) e che ha sempre degli spazi dedicati ad eventuali urgenze o interventi prioritari: quindi anche i pazienti che vengono visitati da specialisti esterni (come ad esempio i dermatologi) e nei quali esiste un fondato sospetto possono essere tranquillamente indirizzati in ospedale (via Cup) con la richiesta di intervento urgente-prioritario. In questo modo, l'intervento viene eseguito rapidamente. In presenza del sospetto diagnostico, il paziente viene trattato in tempi brevi ed in caso di conferma sono eseguite tutte le tecniche diagnostiche necessarie (compresa la tecnica del linfonodo sentinella, che si esegue non solo per la mammella ma anche per il melanoma) e i relativi interventi. Il caso viene discusso come sempre in sede di gruppo oncologico multidisciplinare ed affidato per la terapia, se necessaria, ed il follow up all'oncologo. In caso di sedi particolari, l'intervento viene eseguito con la partecipazione di più specialisti (ad esempio, i melanomi del capo, per la loro sede, necessitano del chirurgo plastico, del chirurgo generale e per la linfoadenectomia del chirurgo-otorino)».
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