Sicurezza
San Miniato. Nel mirino la riorganizzazione dei servizi decisa dal Comune
Timori per un declino del centro con lo spostamento degli uffici
Giacomo Pelfer
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Il consigliere del Pdl Carlo Corsi e uno scorcio del palazzo municipale di San Miniato 2 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. La riorganizzazione degli uffici comunali continua ad alimentare il dibattito politico. Al centro della discussione, c'è il futuro del centro storico, con il timore costante di un lento ma inesorabile declino. Sull'argomento, il gruppo consiliare del Pdl ha presentato un'interrogazione. Si chiedono informazioni dettagliate sulla sorte degli uffici che attualmente si trovano nel seminario. «La situazione è più complessa di come l'ha descritta il sindaco - dice il consigliere Carlo Corsi -; a quanto ci risulta il grosso degli uffici sarà spostato a San Miniato Basso. Non si tratta di una questione di campanile, ma di un danno enorme per il centro». A settembre, infatti, scadrà il contratto d'affitto tra il Comune e la Curia per l'uso dei locali nell'antico seminario vescovile. L'amministrazione ha fatto sapere che il contratto non sarà rinnovato, restituendo tutti i locali alla diocesi e risparmiando su un pesante canone d'affitto. Il tutto, nell'ottica di una generale razionalizzazione dei costi e degli spazi. Nei giorni scorsi, il sindaco Gabbanini era intervenuto sulla questione per rassicurare che non ci sarà nessuna vera perdita per il centro storico: «Solo l'ufficio elettorale sarà trasferito - aveva spiegato -. Tutti gli altri, compresi l'anagrafe e lo stato civile, troveranno posto al piano terra del palazzo comunale». Una mezza verità, secondo Carlo Corsi: «Il municipio ospiterà soltanto un punto anagrafe, uno sportello, come a Ponte a Egola - afferma il consigliere -, ma l'ufficio centrale, con la maggior parte dei dipendenti e la stessa responsabile, troveranno posto nei locali di via dei Beccai a San Miniato Basso. Stesso discorso anche per lo stato civile. Per il centro storico si tratterebbe di un altro doloroso colpo, in un momento di grossa difficoltà, con alcuni negozi storici che hanno chiuso i battenti ed altri che minacciano di farlo». «In questo modo - prosegue il consigliere Pdl - si finisce per accelerare un declino che parte da lontano, almeno dagli anni Settanta: non abbiamo realizzato né i parcheggi né una viabilità alternativa quando avremmo potuto. E oggi ne paghiamo le conseguenze». Il Pdl sanminatese si dice anche perplesso sulle motivazioni di questa riorganizzazione, giustificata in un'ottica di risparmio. «A quanto ci risulta - spiega ancora Corsi -, per trasferire gli uffici in via dei Beccai serviranno lavori di adeguamento sulla struttura. Un investimento che non trova giustificazione se, come pare, nei prossimi anni, tutti questi uffici saranno ulteriormente spostati, insieme alla farmacie comunale, nell'edificio in costruzione di fronte alla Casa Culturale. Forse sarebbe stata preferibile un'altra soluzione, magari sfruttando meglio il complesso di San Domenico. In ogni caso, per l'amministrazione, è giunta l'ora di far sapere chiaramente quali sono le proprie intenzioni».
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