Proteste
Tomba etrusca, più di una speranza
Francesca Suggi
Crespina, la prima indagine geofisica dà risultati positivi Nei prossimi giorni si scaverà in due punti del Monte Cucco
2 MINUTI DI LETTURA
CRESPINA. Ci sarà una semplice roccia, oppure una volta sotto quei centimetri di sabbia? Il dilemma si scioglierà presto per tutti quegli appassionati che da anni ormai aspettano il colpo di scena della tomba etrusca a Monte Cucco. Una cosa è certa, l'indagine geofisica realizzata i giorni scorsi da un'azienda livornese ha dato i primi frutti - e tutti incrociano le dita che non siano gli ultimi -. «Abbiamo immesso nel terreno delle onde di tipo elettrico ad abbiamo riscontrato notevoli variazioni, in particolare ci sono due punti in cui sarà interessante scavare», l'analisi della Soing strutture e ambiente (www.soing.it) è tecnica. Hanno utilizzato il sistema Arp per "indagare": «Ancora non si può dire se ci sia veramente una tomba etrusca - ci tengono a sottolineare - sicuramente abbiamo rilevato qualcosa e adesso c'è da capire se si tratta solo una variazione geologica, oppure di una struttura vera e propria». Dall'altra parte la notizia anima e riaccende le speranze dell'assessore Segio Tognoni che nei mesi scorsi ha fondato il gruppo archeologico Crespina, nato sotto l'egida delle Belle Arti. La voce di una tomba etrusca sotto quella collinetta tra La Guardia e Valdisonzi circola in paese dagli anni Sessanta. Ieri come oggi quell'alone di mistero che ancora aleggia sul Monte Cucco sta prendendo corpo. Sempre di più. Così insieme alla pianificazione precisa dei prossimi scavi, salta fuori un'altra cieliegina sulla torta artistica crespinese. Questa volta è il complesso del San Michele, in fase di ristrutturazione, a far parlare di sé. Soprattutto è il genio del Tempesti a regalare - forse - nuovi dipinti sotterrati da intonaco e tinte. Sbucano da coperture le prime facce celestiali degli angeli del Signore. Proprio intorno al noto maxi affresco settecentesco del San Michele griffato Giovan Battista Tempesti. Chi sia la mano delle preziose scoperte è ancora taboo. Comunque la questione ha stuzzicato gli interessi persino della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa. «Abbiamo inviato loro la richiesta di finanziare i sondaggi che faremo su quegli affreschi che stanno venendo fuori. Addirittura si ipotizza una mano anteriore al Settecento», conclude Sergio Tognoni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
