Il Tirreno

Pontedera

L’inchiesta era stata avviata a Pontedera nell’ottobre di sei anni fa

Rumeni resi schiavi nel cantiere edile 3 persone assolte dall'accusa di sfruttamento

L’aula del tribunale a Pisa
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L’aula del tribunale a Pisa

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 PISA. Non fu riduzione in schiavitù. Tutti assolti dalle pesanti accuse di associazione per delinquere, tratta e commercio di schiavi e riduzione in schiavitù. Questa la sentenza emessa ieri pomeriggio, dopo una breve camera di consiglio, dai giudici del primo collegio della sezione penale del Tribunale, presieduto da Angelo Perrone, con a latere Marco Dell'Omo e Giulio Cesare Cipolletta. Sotto processo erano finiti Raffaele D'Aniello, 54 anni, di Napoli, difeso dall'avvocato Roberto Garofalo, il casertano Michele Fontana, 39 anni, assistito dall'avvocato Rosa Capria, e il quarantenne rumeno Eugen Balulescu, tutelato dall'avvocato Carolina Ciuffi. Per tutti e tre il pubblico ministero Aldo Mantovani aveva chiesto la condanna a 9 anni. Gli imputati erano stati rinviati a giudizio a conclusione di un'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Paolo Canessa, della Direzione distrettuale antimafia presso la procura della Repubblica di Firenze. Secondo l'accusa, Fontana, quale rappresentante legale e socio accomandatario della ditta Fo.Mi. Costruzioni, D'Aniello, nella qualità di socio accomandante e direttore tecnico, Balulescu, fungendo da interprete e gestendo l'arrivo in Italia di una decina di rumeni, li riducevano in uno stato di soggezione continuata. I nuovi arrivati sarebbero stati costretti a prestazioni lavorative caratterizzate dallo sfruttamento. I fatti sono avvenuti a Pontedera dalla fine di ottobre del 2004 sino al 3 febbraio dell'anno successivo.

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di Redazione web