Il Tirreno

Pontedera

Le richieste avanzate in una lettera aperta alla direzione della Cassa di risparmio di San Miniato

Cassa di risparmio di San Miniato, «No a un vicedirettore esterno»

Manolo Morandini
La sede della Cassa di Risparmio di San Miniato
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La sede della Cassa di Risparmio di San Miniato

I sindacati: serve un tavolo per ristrutturare la banca in modo condiviso

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SAN MINIATO. Passo sbarrato a un vicedirettore esterno e un tavolo per una complessiva e condivisa ristrutturazione aziendale. Sono le richieste avanzate dai sindacati di categoria, Fabi, Falcri, Fiba e Fisac, alla direzione della Cassa di risparmio di San Miniato con una lettera aperta. Il documento giunge a seguito della riunione dei vertici dell'Istituto con i responsabili di sede e delle agenzie. «Se questa banca è ancora autonoma, nonostante gli errori dei vertici aziendali succedutisi nel tempo - sostengono - questo è grazie alla serietà e al senso di responsabilità che, nonostante tutto, i dipendenti hanno sempre manifestato».  Il contesto economico non aiuta. «Servono coerenza e lungimiranza - affermano - La situazione economica non favorevole e il posizionamento dell'azienda provata dagli sciagurati errori delle precedenti gestioni richiedono un percorso di riposizionamento lento e complicato. Una banca locale non vive di alte, sempre più alte commissioni verso la clientela ordinaria. Guarda, invece, al lungo periodo e per questo pone al centro la formazione, al proprio interno, della futura classe dirigente. E individua, e quindi sostiene, quei non pochi progetti imprenditoriali degni di nota nel mondo della piccola e media impresa». E sottolineano: «Una banca locale dà alla clientela risposte semplici e in tempi brevi, obiettivo difficile con adempimenti burocratici pesanti, organici ridotti all'osso e nessuna autonomia decisionale».  Dai sindacati anche alcune indicazioni su ciò che occorre fare. «Un modello organizzativo il più possibile condiviso ed efficace. Ma anche coesione, formando al proprio interno la classe dirigente».  È sulla base di questi presupposti che Fabi, Falcri, Fiba e Fisac hanno intenzione di presentare ai vertici aziendali una richiesta per l'attivazione immediata di un tavolo. E concludono: «Siccome non vogliamo che questa nostra lettera aperta presti il fianco a chi intende inserire in azienda propri riferimenti, che potrebbero fungere da "quinte colonne" e creare divaricazioni all'interno del management, confermiamo la nostra precisa richiesta affinché il vice direttore, qualora il Cda decida di coprire tale ruolo, sia scelto all'interno del personale della Cassa».

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