Il Tirreno

Pontedera

Manifestazione del Primo Maggio a Montopoli, con un pensiero rivolto alla vertenza del magazzino Conad

Tantissimi giovani in corteo

Nicolò Colombini
Uno scorcio del corteo
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Uno scorcio del corteo

Allarme dal distretto del Cuoio: «La tutela dei diritti ancora un'utopia»

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 MONTOPOLI VALDARNO. Centinaia di persone, musica e colori: il corteo del Primo maggio attraversa le strade del distretto del Cuoio e la risposta dei lavoratori è consistente. Già dal mattino, un lungo serpente di manifestanti si è snodato lungo le strade di una San Romano mite e assolata.  Tra i partecipanti, notevole la presenza di tanti giovani, con al seguito immancabili bandiere e striscioni colorati. Un momento di festa, partecipazione e convivialità, ma anche un'opportunità per riflettere insieme ad amministratori, sindacalisti e soprattutto lavoratori sulla situazione lavorativa del paese e sulle sue prospettive future. Dopo il corteo, infatti, articolatosi per circa tre chilometri fra la parte alta e quella bassa del paese, il folto gruppo di manifestanti ha raggiunto il circolo Arci Torre Giulia, partenza e arrivo della camminata, per dare la parola alle autorità intervenute. Moderatore della discussione il segretario della Uil di Pisa Renzo Rossi, che ha ricordato il tema della manifestazione di quest'anno: «La legalità e il rispetto dei diritti di tutti i lavoratori devono essere al centro della questione politica. Ci sono dati allarmanti relativi all'evasione fiscale in Italia: tre milioni di lavoratori a nero per un totale di centocinquanta miliardi evasi non possono lasciarci indifferenti. In situazioni come questa, la tutela dei diritti di molte persone in condizioni svantaggiate resterà un'utopia».  A fare gli onori di casa il sindaco di Montopoli Alessandra Vivaldi, che anche a nome dei colleghi di San Miniato, Castelfranco e Santa Croce, intervenuti così come l'assessore provinciale Turini che ha portato i saluti del presidente Pieroni, ha fatto un'analisi della situazione lavorativa locale e nazionale: «La manifestazione di oggi si unisce simbolicamente a quella di livello nazionale che Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di organizzare a Rosarno. Non dobbiamo credere che situazioni come quelle verificatesi in Calabria siano da noi irripetibili. Purtroppo in questo senso l'Italia è assai omogenea, anche a causa del fallimento delle politiche nazionali di accoglienza e integrazione. La lotta per la legalità, l'integrazione e la solidarietà da anni vede i nostri Comuni in prima linea, uniti nella volontà di rivendicare il rispetto della nostra carta costituzionale. È importante che le istituzioni vigilino per tutelare giovani disoccupati, pensionati, famiglie a basso reddito e immigrati. Mi sia consentito un appello per un problema che ci tocca da vicino: i lavoratori del grande magazzino Conad meritano rispetto, attenzione e considerazione. Noi continueremo a impegnarci perché vengano loro riconosciuti».  Presenti e intervenuti, oltre a Domenico Contino, sindacalista Cgil, e ad Adam, lavoratore precario in conceria che ha portato alcuni interessanti dati sull'importanza del lavoro degli immigrati per la nostra economia, la segretaria generale per la Funzione pubblica nazionale Cgil Rosanna Dettori, che ha lanciato un appello al sindaco di Firenze Matteo Renzi: «Il Primo maggio è la festa di tutti i lavoratori: nessuno, tranne alcune categorie indispensabili per la nostra sicurezza, dovrebbe lavorare in un giorno tanto importante, anche nel rispetto dei tanti che in passato hanno perso la vita per affermare i nostri diritti. Non è con la logica del profitto che si progredisce, ma con politiche di solidarietà, uguaglianza e rispetto, e proprio di queste politiche i nostri enti locali dovrebbero farsi portavoce anche a livello nazionale».

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