Il Tirreno

Pontedera

I sindacati avevano criticato la presenza dei banchi nel giorno della festa del lavoro

Niente sciopero dell'acquisto

Il mercato di Santa Croce nella giornata del Primo maggio
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Il mercato di Santa Croce nella giornata del Primo maggio

Affollato il mercato in piazza Matteotti a Santa Croce

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 SANTA CROCE. Una piazza Matteotti operosa e affollata già di prima mattina, con venditori rumorosi e acquirenti incuriositi, come se si trattasse di un sabato qualunque.  In realtà, non è proprio un sabato qualunque, è la festa dei lavoratori e a molti il fatto che nonostante questa ricorrenza i banchi del mercato settimanale rimanessero aperti non è andato giù. I sindacati l'hanno stigmatizzato in modo molto polemico e hanno addirittura fatto appello ad un simbolico sciopero dell'acquisto.  «È una polemica che non riusciamo a comprendere - spiega Vasco, proprietario di un banco di frutta e verdura -: non è la prima volta che le date stabilite per il mercato coincidono con festività civili o religiose. In tutte le passate occasioni è sempre stato trovato un compromesso, e quando è stato stabilito di lavorare in giorni festivi nessuno ha mai costruito sterili polemiche. In questo caso, oltretutto, è stata adottata la soluzione più sensata, visto che anticipare o posticipare il tutto di un giorno avrebbe creato problemi per la concomitanza del mercato pontederese».  In effetti, il numero dei banchi era leggermente inferiore a quello di un sabato ordinario, ma i commercianti presenti escludono volontà polemiche da parte dei colleghi, impegnati con ogni probabilità in fiere e mostre a livello regionale. Anche lo "sciopero del mercato" annunciato nei giorni scorsi, secondo i venditori non ha sortito effetti apprezzabili: «Le persone che acquistano, così come quelle che passano e danno solo un'occhiata - spiega Rodolfo, dall'interno del suo banco di abbigliamento - sono le stesse di sempre. D'altronde, sciopero o no le persone oggi hanno sempre meno tempo, fra lavoro e impegni vari. Il fatto che per una volta ci sia la possibilità di acquistare a prezzi vantaggiosi in un giorno di festa sia per gli adulti che lavorano che per i ragazzi che studiano è un servizio che possiamo e dobbiamo offrire. Certo, nessuno di noi vorrebbe lavorare in un giorno di festa, e in particolare per una festa così importante e significativa per i diritti dei lavoratori di tutto il mondo. Però, il mercato in questi anni è cambiato, ed è necessario andare incontro alle esigenze degli acquirenti, in particolare in un periodo di crisi come questo, senza nascondersi dietro slogan e vecchie ideologie. Comunque, anche prescindendo da argomentazioni di carattere generale, è evidente come le nostre iniziative siano il risultato di lunghe concertazioni con sindacati, enti pubblici e istituzioni: una volta trovato l'accordo, non ha senso rincorrere polemiche strumentali e fini e se stesse». N.C.

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