Attenzione
Fiom contro le affermazioni di Colaninno, martedì l’assemblea unitaria
Scioperano 4 operai su 10 alla Piaggio il sabato divide
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Un corteo della Fiom che ieri ha proclamato lo sciopero; sopra alcuni operai impegnati su una linea di produzione in Piaggio2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Quattro operai su dieci hanno incrociato le braccia alla Piaggio. Uno stop, quello di ieri, lanciato dalla Fiom in risposta alle dichiarazioni dell'amministratore delegato Roberto Colaninno contro lo sciopero della flessibilità, che il sindacato ha lanciato dal 6 marzo. Da allora sono stati 8 gli scioperi, tanti quanti i sabato. C'è stato un corteo interno e un comizio davanti alla direzione ieri mattina, mentre nel pomeriggio gli operai si sono ritrovati alla portineria centrale. Non sono mancati i fischi, quelli di chi ha preferito restare al lavoro verso chi invitava alla protesta. «C'è stata un'adesione importante - sottolinea il segretario provinciale Fiom Marcello Franchi - Ma doveva essere ancora più significativa perché su una questione del genere, ovvero sul rivendicare il diritto di sciopero che è sancito dalla Costituzione, il sindacato non può presentarsi diviso. Insomma, gli altri sindacati possono non essere d'accordo sullo sciopero del sabato ma nessuno può accettare che sia il datore di lavoro a dire quando si può e quando no fare sciopero». Una vicenda destinata a surriscaldare il clima in una fabbrica che da più di una settimana non riesce a scrivere la parola fine allo spoglio del voto per il rinnovo della rappresentanza sindacale unitaria. Martedì prossimo, sarà un banco di prova. Si terranno due assemblee al mattino e tre al pomeriggio e dovrebbero essere svolte in forma unitaria dai sindacati, sotto la regia delle segreterie provinciali. Segreterie che si trovano unite anche nel richiedere alla Piaggio e al suo presidente Colaninno di convocare un incontro per l'informativa annuale sulle scelte e le prospettive produttive del 2010. «C'è qualcosa sotto di più serio?», chiede Franchi ripensando alle affermazioni di Colaninno. Il segretario provinciale insieme a quello nazionale, Maurizio Landini, hanno scritto alla direzione dell'azienda e al suo presidente per richiedere una smentita, pronti a valutare in caso contrario anche un'azione legale. «Sarebbe necessario che anche le istituzioni e i partiti politici si muovessero affinché l'azienda ci dica chiaramente quali sono le prospettive su Pontedera - afferma il segretario Franchi - Lo scorso settembre abbiamo avanzato una richiesta formale d'incontro ma non abbiamo ancora ricevuto risposta». Che conclude: «Su questa vicenda serve un'unità d'azione».
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