Il Tirreno

Pontedera

La nuova anima della Bellaria

Paola Silvi
La nuova anima della Bellaria

Una piazza, un edificio polifunzionale e subito un parcheggio

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PONTEDERA. Per una volta, più che il dentro conta il fuori. Un fuori spazioso, 5mila metri quadri che tornano a essere di tutti, del quartiere, della città. Un fuori dove c'è una piazza così grande da occupare quasi un terzo dell'intera area, un anfiteatro che potrebbe diventare un laghetto o sabbiera per i divertimenti dei più piccoli, una struttura per uffici, esercizi commerciali e appartamenti, viali che si ricongiungono alla pista ciclabile, oltre 150 parcheggi, alcuni esterni, altri sotterranei e qualche giovane albero. Un fuori che si impone per i colori, dal bianco al rosso, per quella corona di pannelli fotovoltaici che lo sovrasta, per le logge che riparano dalla pioggia, per il valore, 10 milioni di euro e per i pochi anni che ci metterà a nascere. I lavori inizieranno a gennaio e si prevede il completamento del "Piano di lottizzazione della Contrada sull'Era" entro il 2013. Così la Bellaria si prepara a cambiare faccia, grazie al progetto elaborato dalla passata amministrazione e concluso nell'era targata Millozzi, grazie allo spostamento degli impianti sportivi, confluiti ormai definitivamente nel palazzetto dello sport in fondo a viale Europa. L'obiettivo è che l'avveniristico intervento diventi familiare, agevoli il senso di comunità, favorisca le relazioni. «In una società come la nostra - dice senza troppi giri di parole il sindaco Millozzi, durante l'assemblea aperta al PalaBellaria per presentare il piano definitivo - dove le persone a causa del lavoro e degli impegni, hanno sempre meno ore a disposizione per dedicarsi agli altri, per conoscersi, sono sempre più indispensabili luoghi di aggregazione. Un quartiere deve avere un'identità che lo caratterizzi ma che allo stesso tempo richiami e coinvolga i suoi abitanti. Deve avere un'anima».  E l'anima della zona sud-ferrovia di Pontedera si concentrerà tutta in quella piazza, racchiusa tra via De Gasperi e via Toti. Pronta per raggiungere comodamente l'altro punto nevralgico del quartiere, quello dedicato allo sport e alle attività aggregative. «Con l'intento di rispondere alle esigenze dinamiche di una città che cambia, che cresce ma che ha voglia - aggiunge il primo cittadino - di coniugare le tradizioni con lo spirito innovativo». L'edificio polifunzionale e la relativa piazzetta che scorrono nelle diapositive proiettate dal padre urbanistico della zona, l'architetto Sandro Di Sauro che segue l'idea fin dagli albori, è ricco di potenzialità e sarà la nuova sfida pontederese. I primi lavori che partiranno, e dunque i primi a concludersi anticipando parecchio le scadenze, saranno quelli relativi ai 42 parcheggi a spina di pesce in via Toti, tanto per sottolineare l'attenzione al piano del traffico e della sosta dell'amministrazione comunale. La pista ciclabile che costeggia l'argine e si collega all'impianto sportivo percorrendo in maniera parallela il vialone, invece è tracciata per un costo di 90mila euro. Sarà la volta poi della pavimentazione piastrellata della piazza, dei giardini, delle panchine, per non snaturare la "vocazione verde" del quartiere, e del fabbricato con le relative arcate. Al centro della struttura troveranno posto una ventina di uffici dai 30 ai 60 mq circondati da vetri, alla base lo stesso numero di negozi, ancora sotto un ottantina di parcheggi e sulle due grandi torri, a destra e a sinistra, 38 alloggi dai 70 ai 250 mq che saliranno verso il cielo per ulteriori 4 piani rispetto alla struttura di mezzo. «Sarà il primo edificio in classe A+ creato in città - sottolinea Di Sandro - con pannelli fotovoltaici sul tetto per catturare energia solare da cedere ad Enel in cambio di un consumo gratuito delle spese condominiali, cisterne per il riciclo dell'acqua piovana e speciali coperture rastrellate su ogni terrazzo per favorire l'ombreggiatura».

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