Finanza
Firmata lintesa tra Prefettura e Provincia per il controllo sullassegnazione delle gare
Più vigilanza sugli appalti
Candida Virgone
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Un operaio al lavoro in un cantiere edile; sarà presto operativo losservatorio sugli appalti Ecco l'osservatorio contro la mafia e il lavoro nero
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PONTEDERA. È guerra dichiarata alle infiltrazioni mafiose negli appalti pisani, ma anche al lavoro nero e alla sicurezza, al ripetersi di incidenti che hanno portato l'attenzione su alcuni comparti, soprattutto quello edile. È quello che emerge nelle intenzioni di costituire un osservatorio sugli appalti pubblici, un osservatorio che controllerà le gare d'assegnazione delle opere in tutta la provincia. Un protocollo d'intesa in tal senso fra amministrazione provinciale e prefettura è stato firmato ieri mattina a palazzo del governo. Erano presenti il prefetto, Antonio De Bonis, il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, l'assessore provinciale che da anni si sta battendo per promuovere la cultura della legalità, soprattutto fra i giovani, Gabriele Santoni, e il direttore dell'amministrazione di piazza Vittorio Emanuele, Giuliano Palagi. E non è tutto. Il prefetto ha in mente due idee che ha messo sul tappeto anche ieri: la necessità di allagare il protocollo anche agli appalti privati e la messa in rete delle varie gare, nell'uno e nell'altro settore. L'acceso in rete, oggi possibile per gli interessati, potrebbe essere così aperto a chiunque. «Una iniziativa quella del protocollo - come ha sottolineato Pieroni - in cui saranno coinvolti ovviamente tutti i 39 comuni del territorio provinciale e le associazioni di categoria». Un'iniziativa che diventerà esecutiva entro la data del 10 maggio prossimo e la cui operatività potrebbe scattare a partire dall'inizio della prossima estate. Ma il provvedimento è legato al concreto timore di possibili infiltrazioni mafiose in zona o è solo un atto preventivo? La domanda è inevitabile. «Solo un atto preventivo - hanno precisato Pieroni e Santoni - in un settore delicato qual è quello degli appalti, in modo tale da prevenire anche fenomeni sempre in agguato, come appunto assunzioni al nero o mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro. La Provincia sta promuovendo la cultura della legalità in tutte le scuole, 200 ragazzi pisani hanno partecipato ultimamente a Milano alla manifestazione sulle vittime della mafia, mentre è fitta da anni la collaborazione con le cooperative che gestiscono i beni confiscati alla malvita». La sede dell'osservatorio sarà in Provincia e richiederà per il momento il lavoro di due persone già attive nel settore. Costi? Pare modesti, basteranno due computer, la raccolta dei dati e il raccordo con i 39 Comuni del territorio. Una nota sembra più interessante di tutto. Sfatato il mito dell'aggiudicazione delle gare attraverso l'offerta economica più bassa, vincerà la proposta che sarà ritenuta più vantaggiosa su tutti i parametri da prendere in considerazione. Saranno «monitorati dunque appalti e lavori fatti sul territorio, attraverso i dati e le informazioni sulle imprese che vi concorrono. La Provincia metterà a disposizione delle stazioni appaltanti, in particolare dei piccoli Comuni, funzionari come componenti delle commissioni giudicatrici o con funzioni di supporto giuridico-amministrativo».
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