Il Tirreno

Pontedera

Condannato l'ex sindaco di Pomarance

<b>L&#146;EX SINDACO. </b>Graziano Pacini
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L’EX SINDACO. Graziano Pacini

Danno erariale per il pagamento di alcuni lavori ad un'azienda

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 POMARANCE. «E' una sentenza profondamente ingiusta». Chiara e concisa la reazione di Paolo Granucci, ex vicesindaco e assessore ai lavori pubblici di Pomarance, rispetto alla sentenza della Corte dei Conti che lo condanna per danno erariale. Insieme a lui, per aver concorso all'autorizzazione di un pagamento ad un'azienda pomarancina, anche l'ex sindaco Graziano Pacini, l'ex segretaria comunale Rita Acampa e l'intero collegio dei revisori dei conti del Comune, Paolo Gorgone, tecnico privato di Cecina, Eugenio Stefanini, attualmente dirigente al Comune di Cecina, e David Fontanelli.  In otto, dovranno restituire circa 43mila euro, per aver autorizzato il pagamento di alcuni lavori eseguiti dall'impresa Bellini Pierluigi nel comune di Pomarance tra il 1985 e il 1996.  Nella sentenza si legge che il pagamento non sarebbe stato lecito, in quanto tra il Comune e la ditta non esisteva alcun contratto. Infatti, l'appaltatore dei lavori era la Eacos srl, che oltretutto non ha richiesto nessun compenso al Comune.  «Dopo aver parlato con i miei avvocati dello studio di Pisa Azzena e Colombini valuterò se ricorrere in appello», continua Granucci, alquanto perplesso e sconcertato rispetto all'esito della questione che va avanti ormai da qualche anno.  Secondo la Corte dei Conti, «le richieste di pagamento sono state fatte senza addurre alcun titolo giuridico se non l'asserita affermazione di aver realizzato opere di completamento ed eseguito nuovi contratti, senza alcuna traccia documentale, e ciò a distanza di anni dall'asserita esecuzione e da ditta che ha mutato ragione sociale senza che si abbia traccia del passaggio delle posizioni attive e passive».  A Pomarance in molti aspettavano l'esito del processo. La storia è ben conosciuta dagli addetti ai lavori del palazzo. Con tutta probabilità i condannati a sanzione amministrativa ricorreranno in appello. Intanto, quei 43mila euro che il giudice ha calcolato come danno erariale provocato, dovranno essere liquidati. «Quando ho appreso la sentenza è stata una sorpresa amara. Parlerò con i legali che mi seguono per valutare come procedere, ma con buona probabilità farò ricorso», conclude l'ex assessore.

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