Il Tirreno

Pontedera

L’azienda pontederese studia i sistemi di assistenza remota alle industrie

La tecnologia della VR Media trionfa negli Stati Uniti

Andrea Lanini
Da sinistra Bacinelli Tecchia e Carrozzino della VR Media
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Da sinistra Bacinelli Tecchia e Carrozzino della VR Media

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 PONTEDERA. Grandi sorrisi, strette di mano, pacche sulle spalle. Un festeggiamento in piena regola, più che una conferenza stampa. D'altra parte, poteva essere altrimenti? Quando sei una giovane azienda italiana e arrivi nel bel mezzo della Silicon Valley, come fai a raccontarlo senza fare un brindisi, senza organizzare una festa?  O meglio: un party, visto che la vittoria della VR Media, azienda con sede operativa a Pontedera (più precisamente all'interno del Cerfitt, il Centro Ricerca e Formazione sull'Innovazione e il Trasferimento di Tecnologie che si trova proprio accanto al complesso del Sant'Anna Valdera, nei cui laboratori la VR Media è nata), si colloca idealmente nel bel mezzo di un ponte ideale che unisce gli Stati Uniti e l'Italia.  Il ponte ha un nome, "Mind The Bridge", progetto mirato a mettere in luce «le migliori idee provenienti da selezionate start-up (aziende di nascita recentissima, con tante idee in testa e tanta strada da fare, ndr) italiane, al fine di individuare progetti e tecnologie innovative e creare le condizioni affinché le start-up possano trovare uno sbocco nel regno per eccellenza dell'innovazione: la Silicon Valley».  Ma per centrarlo, quello sbocco, ogni anno di start-up se ne mobilitano parecchie, e naturalmente sono pochissime quelle che riescono davvero ad attraversare l'oceano. Quindi "Mind The Bridge" è anche un concorso (prestigioso), una gara senza esclusione di colpi di genio. Ad esser proclamata vincitrice assoluta di questo "brain contest" planetario è stata proprio la VR Media, che ha sede a Pontedera e la cui missione è «portare le esperienze multimediali avanzate alla portata del mercato del consumo di massa, rendendole così parte della vita quotidiana di ognuno».  Tale sintetica definizione è un po' oscura, per i non addetti ai lavori. Spiegando cos'è la tecnologia R.E.A.L. (Remote Expert Assistance for Lines), che poi sarebbe quella che ha permesso all'azienda pontederese di primeggiare, si capisce tutto molto meglio. Si tratta, spiegava ieri Franco Tecchia, ricercatore, uno dei quattro fondatori della VR Media, di un «sistema mobile di assistenza remota che permette ai tecnici addetti alla manutenzione di macchine industriali di ricevere supporto audio/video da parte di esperti remoti tramite informazioni grafiche inviate da questi ultimi e visualizzate su un visore indossabile». Fare in modo di non far bloccare una catena di montaggio, quando si parla di industrie di alto livello, significa risparmiare montagne di soldi. La VR Media ha capito come fare. E ha vinto. Un riconoscimento che garantisce visibilità mondiale e che lascia ben sperare riguardo all'arrivo di capitali. Il brindisi di ieri vale anche da augurio.

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