Il Tirreno

Pontedera

Pochi giorni fa la coppia ha avuto il terzo bambino. L’immobile già dichiarato antigienico dall’Asl 5

Avvolti dalla muffa con tre figli

Paola Silvi

I grossi disagi di una famiglia in un appartamento in affitto di via De Gasperi

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 PONTEDERA. Le chiazze di umido che si allargano. Prima diventano gialle. Poi verdognole e alla fine nere. Scendono goccioline sul pavimento. I mobili si scollano. Le infiltrazioni di umidità sono ovunque, così come l'odore acre di muffa. Le pareti erose dai funghi e i termosifoni immersi nei liquami. Queste sono le condizioni dell'appartamento in cui vive Bardhyl insieme alla moglie e a due figlie, al secondo piano di un palazzo di via De Gasperi. Un appartamento che cade a pezzi e che l'Asl 5 già nel 2006, dopo un sopralluogo per verificarne lo stato, ha certificato come antigienico e dunque non abitabile.  Bardhyl ha segnalato più volte al Comune la situazione di degrado dell'immobile, chiedendo un sostegno economico per prendere in affitto un appartamento più dignitoso. «Ci siamo rivolti all'amministrazione - spiega il quarantenne - e anche ai servizi sociali, che si occupano di queste emergenze. Ci ascoltano e concordano nel dire che siamo un caso urgente, ma nessuno ci dà risposte concrete».  I problemi di questa famiglia albanese sono iniziati 5 anni fa quando hanno deciso di prendere in affitto per 500 euro mensili, più 350 trimestrali per il condominio, questo immobile. Le condizioni strutturali, fin dall'inizio cadenti, sono andate peggiorando di mese in mese. Adesso la situazione risulta invivibile, anche perché la figlia maggiore, affetta da una piccola anomalia al cuore, non può continuare a risiedere in locali malsani e la moglie ha appena partorito un'altra bambina. L'urgenza dunque si fa ancora più impellente. «Non è possibile stare qui dentro - spiega ancora il signor Bardhyl - con un neonato. Le pareti cadono, ma soprattutto ci sono le infiltrazioni d'acqua e la muffa. Abbiamo dovuto togliere i vestiti dall'armadio e accatastarli in camera, altrimenti sarebbero marciti. I ripiani sono tutti imbarcati e perfino il quadro che teniamo in soggiorno si sta sciogliendo piano piano».  I coniugi hanno provato a chiedere alla proprietaria dell'appartamento di sistemare l'abitazione, senza ottenere risultati. «Quando è venuta - aggiunge la moglie - di fronte a questo scempio, ci ha detto di pulire meglio, utilizzando acqua e ammoniaca».  Il sogno di una vita migliore, lontana dalle ristrettezze del loro paese d'origine, per questa coppia immigrata, si è infranto qui. Ma c'è di più. La ditta dove fino a poco tempo fa lavorava Bardhyl, è andata in crisi ed ha avviato le pratiche di licenziamento. «Non avevamo più soldi per pagare l'affitto né le bollette - continua - così mi sono rivolto ai servizi sociali. L'assistente sociale mi ha assicurato che avrebbe anticipato le spese».  A dicembre però il nucleo familiare di Bardhyl è rimasto senza luce. Non a caso, la figlia maggiore, in un tema in classe (che riportiamo a fianco), si rivolge al sindaco nella speranza di risolvere "il mucchio di problemi" che attanaglia i suoi genitori. «Non si può usare il frigorifero - scrive - non possiamo usare la doccia con l'acqua calda e la casa poi è piena di muffa che non si può guardare». Lei ha solo 10 anni ma parla come un'adulta. Il Natale la famiglia di Bardhyl l'ha poi festeggiato in albergo, in attesa che venissero ripristinate le funzionalità dell'appartamento. E in attesa di un alloggio popolare stanno cercando una sistemazione in maniera autonoma. «Se lo sconforto non ha preso il sopravvento - concludono moglie e marito - è merito soprattutto di Beatrice, una persona buona e disponibile, nostra vicina di casa, che ci sta aiutando molto, in tutti sensi. Vogliamo ringraziare anche Giovanni, il presidente della San Vincenzo de' Paoli che ci offre i buoni acquisto».

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