Sicurezza
Leke e la moglie hanno due figli piccoli
Arriva l'ufficiale giudiziario per lo sfratto esecutivo
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Le scale che portano alla casa di Leke lalbanese che ieri ha ricevuto la visita dellufficiale giudiziario per lo sfratto 2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Momenti di tensione, ieri mattina, in via Tosco Romagnola, quando una famiglia albanese ha accolto l'ufficiale giudiziario del tribunale, venuto per notificare l'esecuzione dello sfratto, rinviato poi al 22 aprile. Lo sfratto è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Leke e la moglie chiedono aiuto. «Non possiamo pagare l'affitto mensile di 600 euro. Siamo stati 3 mesi senza luce né gas. Ho due figli, di 1 e 6 anni. Loro sono nati a Pontedera e qui vogliamo rimanere, ma non possiamo andare avanti così». I motivi di questa situazione sono da rintracciare, secondo l'uomo, nei due anni di carcere che ha dovuto scontare per l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Leke si difende. «Ho solo prestato dei soldi ad un amico. Questa storia mi ha rovinato la vita». Il quarantenne ha perso il lavoro e non ha potuto far fronte ai pagamenti. «Sono andato in Comune - conclude - ma non posso accettare le soluzioni che mi hanno proposto. Mi hanno offerto 2.400 euro, di pernottare in un albergo o in una sorta di ostello a Ponte a Cappiano. Ma solo per la notte. Dove porto la mia famiglia durante il giorno?». Intanto, dal Comune sottolineano di aver fatto tutto il possibile in tempi brevi. «La priorità - dice Marco Cecchi, assessore al sociale - è tutelare i minori, ma non si può pensare di aver la soluzione voluta pronta all'istante. Sono tante le persone che hanno bisogno».
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