Sicurezza
L’Asl 5 motiva i ritardi
Sla, gli aiuti non arrivano
◗
Borgonovo, il calciatore ammalato di SlaI soldi per l'assistenza ci sono. Ma ai malati di Sla della Valdera e di alcune zone della provincia di Pisa non sono mai arrivati. A sollevare il caso è un cittadino di Buti, Guglielmo, 53 anni, operaio in un'azienda metalmeccanica di Fornacette fino a dieci anni fa, quando gli è stata diagnosticata la grave malattia
3 MINUTI DI LETTURA
BUTI. I soldi per l'assistenza ci sono. Ma ai malati di Sla della Valdera e di alcune zone della provincia di Pisa non sono mai arrivati. A sollevare il caso è un cittadino di Buti, Guglielmo, 53 anni, operaio in un'azienda metalmeccanica di Fornacette fino a dieci anni fa, quando gli è stata diagnosticata la grave malattia.
L'uomo ha scritto una lettera all'ormai ex assessore al diritto alla salute della Regione Toscana Enrico Rossi e neoeletto presidente ricordandogli gli impegni presi e poi disattesi per le lentezze dei servizi dell'Asl.
«La Regione ha deliberato nell'agosto 2009 la sperimentazione interventi a sostegno della funzione assistenziale domiciliare per le persone affette da Sla (sclerosi laterale amiotrofica) - ricorda il cittadino di Buti - Ha quindi stanziato un milione di euro nel 2009 e tre milioni per il 2010 stabilendo che ai malati di Sla venga assegnato un contributo di 1.500 euro mensili per l'assistenza domiciliare. Somme ripartite tra le varie Asl».
Cosa è successo dopo? Poco o niente. «Bene, a tutt'oggi non sappiamo ancora niente sono passati già cinque mesi - si lamenta il cittadino - La cosa bella (si fa per dire, ndr) è che alcune Asl hanno incominciato ad assegnare questi soldi e non tutte le aziende sanitarie chiedono i soliti parametri». Già, i parametri. «Mi viene da sorridere - continua Guglielmo - quando sento le assistenti sociali parlare di parametri di fronte a una malattia come la Sla».
A Rossi il cittadino di Buti chiede soltanto di vigilare. «Come mai l'Asl 5, zona Valdera, da novembre a ora non ha aiutato i malati di Sla dando loro il contributo assegnato?» «Mi risulta - spiega ancora Guglielmo - che i servizi dell'Asl dell'area pisana abbiano cominciato ad erogare il contributo. La stessa Asl però della Valdera non ha fatto altrettanto. Le assistenti sociali non sanno darci alcuna risposta. L'unica cosa che sanno fare è rimandare il problema».
Sui ritardi abbiamo chiesto una spiegazione all'Asl, già nei giorni scorsi. Per una singolare coincidenza la stessa Asl, venerdì scorso, ha contattato il cittadino di Buti cercando di rassicurarlo. A parole. I soldi, quelli no, non sono arrivati neppure ieri mattina.
L'Asl spiega conferma che i soldi erogati dalla Regione non sono sufficienti per i numerosi malati di Sla della nostra provincia. Così il ritardo è presto giustificato anche se per chi subisce questo trattamento si tratta di una spiegazione difficile da accettare.
In provincia ci sono 14 casi di Sla nell'area pisana, 9 in Valdera e 4 in Alta Valdicecina. Non è stato deciso di assegnare un acconto a tutte le famiglie e di erogare il resto del contributo in un secondo momento. E questo spiegherebbe perché alcuni hanno avuto l'aiuto economico per l'assistenza domiciliare e altri no.
S. C.
L'uomo ha scritto una lettera all'ormai ex assessore al diritto alla salute della Regione Toscana Enrico Rossi e neoeletto presidente ricordandogli gli impegni presi e poi disattesi per le lentezze dei servizi dell'Asl.
«La Regione ha deliberato nell'agosto 2009 la sperimentazione interventi a sostegno della funzione assistenziale domiciliare per le persone affette da Sla (sclerosi laterale amiotrofica) - ricorda il cittadino di Buti - Ha quindi stanziato un milione di euro nel 2009 e tre milioni per il 2010 stabilendo che ai malati di Sla venga assegnato un contributo di 1.500 euro mensili per l'assistenza domiciliare. Somme ripartite tra le varie Asl».
Cosa è successo dopo? Poco o niente. «Bene, a tutt'oggi non sappiamo ancora niente sono passati già cinque mesi - si lamenta il cittadino - La cosa bella (si fa per dire, ndr) è che alcune Asl hanno incominciato ad assegnare questi soldi e non tutte le aziende sanitarie chiedono i soliti parametri». Già, i parametri. «Mi viene da sorridere - continua Guglielmo - quando sento le assistenti sociali parlare di parametri di fronte a una malattia come la Sla».
A Rossi il cittadino di Buti chiede soltanto di vigilare. «Come mai l'Asl 5, zona Valdera, da novembre a ora non ha aiutato i malati di Sla dando loro il contributo assegnato?» «Mi risulta - spiega ancora Guglielmo - che i servizi dell'Asl dell'area pisana abbiano cominciato ad erogare il contributo. La stessa Asl però della Valdera non ha fatto altrettanto. Le assistenti sociali non sanno darci alcuna risposta. L'unica cosa che sanno fare è rimandare il problema».
Sui ritardi abbiamo chiesto una spiegazione all'Asl, già nei giorni scorsi. Per una singolare coincidenza la stessa Asl, venerdì scorso, ha contattato il cittadino di Buti cercando di rassicurarlo. A parole. I soldi, quelli no, non sono arrivati neppure ieri mattina.
L'Asl spiega conferma che i soldi erogati dalla Regione non sono sufficienti per i numerosi malati di Sla della nostra provincia. Così il ritardo è presto giustificato anche se per chi subisce questo trattamento si tratta di una spiegazione difficile da accettare.
In provincia ci sono 14 casi di Sla nell'area pisana, 9 in Valdera e 4 in Alta Valdicecina. Non è stato deciso di assegnare un acconto a tutte le famiglie e di erogare il resto del contributo in un secondo momento. E questo spiegherebbe perché alcuni hanno avuto l'aiuto economico per l'assistenza domiciliare e altri no.
S. C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
