Finanza
Studenti a caccia di barriere architettoniche
Museo e Teatro Romano, che fatica
Filippo Bernardeschi
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A destra il Teatro Romano; sotto Michael Verniani, 22enne diplomato al Niccolini tra i protagonisti del progettoAl Guarnacci gli spazi nella toilette sono insufficienti. Al teatro Romano la rampa ha una pendenza eccessiva. E poi corridoi stretti, mancanza di segnaletica. Ovunque, gli immancabili scalini. Michael Verniani, 22 anni, geometra diplomato al Niccolini di Volterra, va a caccia di barriere architettoniche
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VOLTERRA. Al Guarnacci gli spazi nella toilette sono insufficienti. Al teatro Romano la rampa ha una pendenza eccessiva. E poi corridoi stretti, mancanza di segnaletica. Ovunque, gli immancabili scalini. Michael Verniani, 22 anni, geometra diplomato al Niccolini di Volterra, va a caccia di barriere architettoniche. Le scova e le segnala in un percorso che si snoda fra le principali attrazioni del Colle.
«L'individuazione delle barriere - spiega Michael - è frutto dell'iniziativa "Progettare per tutti", un corso ideato dal Niccolini in collaborazione con l'Asl 5 di Volterra». I dati furono raccolti dalla vecchia 5ª ag dell'istituto, di cui Michael si fa portavoce.
Museo Guarnacci. La passeggiata parte da Palazzo Desideri Tangassi, sede del museo Guarnacci.
«Già qua - mostra Michael - subito all'ingresso è presente uno scalino che rende difficoltoso l'accesso per chi è costretto a muoversi in carrozzina». Di questi ce n'è a bizzeffe. «D'altra parte - premette il geometra - le barriere architettoniche che abbiamo individuato sono figlie della condizione di città storica quale è Volterra: nel museo sono molte e questo è dovuto soprattutto al tipo di edificio che lo ospita». Si prosegue: «I tornelli all'ingresso sono d'ostacolo, l'ingresso per disabili è in sede separata». Un altro problema è quello della segnaletica: «Per il bagno è del tutto assente. Gli spazi nell'antibagno sono insufficienti alla manovra d'accesso. La maniglia della porta e la chiusura sono ad altezza superiore rispetto a quella richiesta dalla normativa». Pavimenti: pianoterra ok. Meno ai superiori: «Il primo e il secondo sono sconnessi, in stato di degrado». Ed eccoci all'interno: «L'esposizione degli oggetti crea dei punti in cui il passaggio non è agevole. La presenza di persone su sedia a ruote bloccherebbe la circolazione».
Teatro Romano. Il percorso che aggira il teatro presenta una serie di problematiche. Si accede da una rampa: «Dotata di una buona pavimentazione - indicano gli studenti nella ricerca - ma con pendenza eccessiva». Poi il camminamento si complica: «Un sentiero dissestato dove un vecchio scalino e un faretto nel terreno costituiscono degli ostacoli». Anche qua «manca la segnaletica che indica la presenza dei servizi igienici. L'accesso di entrata presenta uno scalino scomodo per sedie a ruote e passeggini». Una nota di merito va alla successiva scala: «Agibile dai più piccoli grazie ad un secondo corrimano», anche se il percorso per raggiungerla «non è ben studiato, perché attraversa il prato di fianco alla biglietteria».
Vallebona-San Michele. Per Michael il percorso a cui è necessario prestare maggiore attenzione è quello che va dal posteggio di Vallebona a piazza San Michele. «Appena usciti dal posteggio - afferma - la passeggiata presenta un notevole stato di degrado nella pavimentazione, che addirittura va a scomparire in alcuni punti in cui può trovarsi in difficoltà, a causa del traffico, anche un normalissimo pedone». «Tutto questo - conclude Michael - fa capire che non basta progettare a norma e poi adattare al bisogno di chi è diversamente abile, ma è necessario progettare da subito tenendo in mente quelli che sono i concetti di agibilità e accessibilità: progettare per tutti, e non progettare per i normali ed adattare a i "disabili"».
«L'individuazione delle barriere - spiega Michael - è frutto dell'iniziativa "Progettare per tutti", un corso ideato dal Niccolini in collaborazione con l'Asl 5 di Volterra». I dati furono raccolti dalla vecchia 5ª ag dell'istituto, di cui Michael si fa portavoce.
Museo Guarnacci. La passeggiata parte da Palazzo Desideri Tangassi, sede del museo Guarnacci.
«Già qua - mostra Michael - subito all'ingresso è presente uno scalino che rende difficoltoso l'accesso per chi è costretto a muoversi in carrozzina». Di questi ce n'è a bizzeffe. «D'altra parte - premette il geometra - le barriere architettoniche che abbiamo individuato sono figlie della condizione di città storica quale è Volterra: nel museo sono molte e questo è dovuto soprattutto al tipo di edificio che lo ospita». Si prosegue: «I tornelli all'ingresso sono d'ostacolo, l'ingresso per disabili è in sede separata». Un altro problema è quello della segnaletica: «Per il bagno è del tutto assente. Gli spazi nell'antibagno sono insufficienti alla manovra d'accesso. La maniglia della porta e la chiusura sono ad altezza superiore rispetto a quella richiesta dalla normativa». Pavimenti: pianoterra ok. Meno ai superiori: «Il primo e il secondo sono sconnessi, in stato di degrado». Ed eccoci all'interno: «L'esposizione degli oggetti crea dei punti in cui il passaggio non è agevole. La presenza di persone su sedia a ruote bloccherebbe la circolazione».
Teatro Romano. Il percorso che aggira il teatro presenta una serie di problematiche. Si accede da una rampa: «Dotata di una buona pavimentazione - indicano gli studenti nella ricerca - ma con pendenza eccessiva». Poi il camminamento si complica: «Un sentiero dissestato dove un vecchio scalino e un faretto nel terreno costituiscono degli ostacoli». Anche qua «manca la segnaletica che indica la presenza dei servizi igienici. L'accesso di entrata presenta uno scalino scomodo per sedie a ruote e passeggini». Una nota di merito va alla successiva scala: «Agibile dai più piccoli grazie ad un secondo corrimano», anche se il percorso per raggiungerla «non è ben studiato, perché attraversa il prato di fianco alla biglietteria».
Vallebona-San Michele. Per Michael il percorso a cui è necessario prestare maggiore attenzione è quello che va dal posteggio di Vallebona a piazza San Michele. «Appena usciti dal posteggio - afferma - la passeggiata presenta un notevole stato di degrado nella pavimentazione, che addirittura va a scomparire in alcuni punti in cui può trovarsi in difficoltà, a causa del traffico, anche un normalissimo pedone». «Tutto questo - conclude Michael - fa capire che non basta progettare a norma e poi adattare al bisogno di chi è diversamente abile, ma è necessario progettare da subito tenendo in mente quelli che sono i concetti di agibilità e accessibilità: progettare per tutti, e non progettare per i normali ed adattare a i "disabili"».
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