Sicurezza
SANZIONI
Incubo ganasce fiscali
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Un’auto sottoposta al provvedimento delle ganasce fiscaliLe ganasce all'auto di chi non paga le multe le fa scattare direttamente il Comune. In queste settimane, Ponsacco, grazie a un progetto sperimentale portato avanti dalla polizia municipale, sta recuperando i soldi delle multe che i cittadini hanno "dimenticato" nel cassetto
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PONSACCO. Le ganasce all'auto di chi non paga le multe le fa scattare direttamente il Comune. In queste settimane, Ponsacco, grazie a un progetto sperimentale portato avanti dalla polizia municipale, sta recuperando i soldi delle multe che i cittadini hanno "dimenticato" nel cassetto. Verbali mai pagati che si riferiscono agli anni 2004 e 2005.
Sono stati recapitati circa 720 preavvisi di fermo per un importo di circa 328mila euro che l'amministrazione comunale intende recuperare senza ricorrere ad Equitalia che pure continua a seguire altre situazioni di cittadini morosi. Come primo passo per poi attuare questa sperimentazione, l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Alessandro Cicarelli, ha modificato il regolamento delle entrate del Comune e ha deciso di gestire in proprio l'"arretrato" delle multe per violazioni al codice della strada e anche altre riscossioni. «Seguire dai nostri uffici la procedura di fermo amministrativo - spiega il comandante della polizia municipale, Sergio Panizzo - ha comportato sicuramente un lavoro in più per il personale comunale, ma ha dato un buon risultato e ha favorito il rapporto con il cittadino».
Tra quanti si sono visti notificare l'atto a casa, tramite il tribunale di Pisa, la maggior parte ha deciso di pagare per evitare ulteriori problemi. In cinque, almeno fino a questo momento, hanno fatto ricorso al giudice di pace che però non ha evitato loro di dover saldare le vecchie multe.
In sostanza, la comunicazione di avvio della procedura di fermo amministrativo di beni mobili registrati (se la macchina multata nel 2004 è stata venduta il fermo scatta per quella attualmente di proprietà dell'automobilista moroso) non è altro che un'ingiunzione di pagamento con cui si chiede di far fronte ad un debito scaduto e non pagato. Per recuperare i debiti morosi il Comune è pronto a fermare l'auto entro 20 giorni dalla notifica. Trascorso questo termine senza che il cittadino abbia pagato, la polizia municipale farà iscrivere presso il pubblico registro automobilistico tenuto dall'Aci il fermo amministrativo. Il che significa che a quel punto il veicolo non potrà più circolare fino alla cancellazione del debito. Il Comune rilascerà il provvedimento di revoca aggiungendo altre spese, oltre a quelle che, negli anni, sono state calcolate sulle multe non pagate.
Se il cittadino snobba il fermo e usa la macchina rischia una sanzione fino a circa 2.800 euro. Il veicolo soggetto a fermo può essere pignorato e poi venduto all'asta. In caso di incidente c'è il rischio che l'assicurazione non paghi i risarcimenti se l'auto è "in stato di fermo amministrativo". «Di solito i cittadini che sono in difficoltà a pagare - spiega il comandante - sono venuti nei nostri uffici e abbiamo trovato una soluzione, anche rateizzando il debito. In questo modo siamo riusciti a dare risposte immediate senza che le persone siano dovute andare in uffici fuori comune, sperando così di facilitare il confronto con gli utenti».
S.C.
Sono stati recapitati circa 720 preavvisi di fermo per un importo di circa 328mila euro che l'amministrazione comunale intende recuperare senza ricorrere ad Equitalia che pure continua a seguire altre situazioni di cittadini morosi. Come primo passo per poi attuare questa sperimentazione, l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Alessandro Cicarelli, ha modificato il regolamento delle entrate del Comune e ha deciso di gestire in proprio l'"arretrato" delle multe per violazioni al codice della strada e anche altre riscossioni. «Seguire dai nostri uffici la procedura di fermo amministrativo - spiega il comandante della polizia municipale, Sergio Panizzo - ha comportato sicuramente un lavoro in più per il personale comunale, ma ha dato un buon risultato e ha favorito il rapporto con il cittadino».
Tra quanti si sono visti notificare l'atto a casa, tramite il tribunale di Pisa, la maggior parte ha deciso di pagare per evitare ulteriori problemi. In cinque, almeno fino a questo momento, hanno fatto ricorso al giudice di pace che però non ha evitato loro di dover saldare le vecchie multe.
In sostanza, la comunicazione di avvio della procedura di fermo amministrativo di beni mobili registrati (se la macchina multata nel 2004 è stata venduta il fermo scatta per quella attualmente di proprietà dell'automobilista moroso) non è altro che un'ingiunzione di pagamento con cui si chiede di far fronte ad un debito scaduto e non pagato. Per recuperare i debiti morosi il Comune è pronto a fermare l'auto entro 20 giorni dalla notifica. Trascorso questo termine senza che il cittadino abbia pagato, la polizia municipale farà iscrivere presso il pubblico registro automobilistico tenuto dall'Aci il fermo amministrativo. Il che significa che a quel punto il veicolo non potrà più circolare fino alla cancellazione del debito. Il Comune rilascerà il provvedimento di revoca aggiungendo altre spese, oltre a quelle che, negli anni, sono state calcolate sulle multe non pagate.
Se il cittadino snobba il fermo e usa la macchina rischia una sanzione fino a circa 2.800 euro. Il veicolo soggetto a fermo può essere pignorato e poi venduto all'asta. In caso di incidente c'è il rischio che l'assicurazione non paghi i risarcimenti se l'auto è "in stato di fermo amministrativo". «Di solito i cittadini che sono in difficoltà a pagare - spiega il comandante - sono venuti nei nostri uffici e abbiamo trovato una soluzione, anche rateizzando il debito. In questo modo siamo riusciti a dare risposte immediate senza che le persone siano dovute andare in uffici fuori comune, sperando così di facilitare il confronto con gli utenti».
S.C.
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