Il Tirreno

Pontedera

AL CENTRO OTELLO CIRRI

Rabbia e sentimentoFo e Rame in mostra «Ecco la nostra vita»

Francesca Suggi
Rabbia e sentimentoFo e Rame in mostra «Ecco la nostra vita»

Rabbia. Sentimento. Ricordi satirici che prendono forma e ripercorrono gli ultimi 40 anni della storia italiana a colpi di arazzi, burattini, fotografie, dipinti. Aprono il baule della vita Franca Rame e Dario Fo. E lo fanno a Pontedera con la mostra "Pupazzi con rabbia e sentimento"

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PONTEDERA. Rabbia. Sentimento. Ricordi satirici che prendono forma e ripercorrono gli ultimi 40 anni della storia italiana a colpi di arazzi, burattini, fotografie, dipinti. Aprono il baule della vita Franca Rame e Dario Fo. E lo fanno a Pontedera con la mostra "Pupazzi con rabbia e sentimento".

Una matassa dorata che vale intorno ai 90mila euro, che comincia a srotolarsi dal 17 aprile in 3 luoghi simbolo della cultura locale, al centro Otello Cirri, alla Fondazione Museo Piaggio e al Centrum 7 Sois 7 Luas di cui il Nobel per la letteratura è presidente, insieme a Josè Saramago. «Il legame che unisce Fo a Pontedera viene da lontano, quando lavorava con Grotowski e Eugenio Barba al nostro teatro sperimentale di Roberto Bacci». E' fiero di presentare l'evento l'assessore Stefano Tognarelli. Una mostra che si moltiplica per 3 e che andrà avanti fino al 26 giugno. Così le prime opere del "giovane istrione" in versione pittore, quindi autoritratti, effigi di donne a matita, lavori legati agli spettacoli realizzati tra gli anni '60 e '70, insieme alle storiche marionette della famiglia Rame saranno ospitati al centro Otello Cirri. Arazzi su tela, manifesti e fotografie di scena della coppia protagonista ormai da oltre mezzo secolo saranno allestiti al Museo Piaggio. Nell'open space del Centrum 7 Sois 7 Luas sarà esposta la parte centrale della mostra, con i fondali di alcuni spettacoli, burattini, costumi di scena della sartoria Pia Rame, la produzione pittorica di Dario Fo dagli anni '80 ad oggi. Ci saranno ben 7 tele inedite, tra cui quella ispirata all'Ultima Cena di Leonardo Da Vinci e un dipinto giottesco per lo spettacolo Lu santo Jullare Francesco.

Che la città della Piaggio creda nella cultura ormai è un dato di fatto, come ricorda lo stesso sindaco Simone Millozzi: «Far convivere l'arte con il territorio e farla condividere alla gente è l'obiettivo», esordisce. «Puntiamo non solo ad una crescita culturale, ma crediamo che una mostra come questa possa portare grandi ricadute sul comune da un punto di vista turistico, economico ed educativo». Grandi protagonisti-visitatori, infatti, saranno gli studenti delle scuole cittadine. Addirittura gli studenti del liceo già si sono "prenotati" per l'iniziativa collaterale del 27 maggio con l'Università di Pisa. La mostra, frutto di una stretta collaborazione tra Comune e sponsor privati, va in un certo senso a coronare il decennale della Fondazione. «A questa voce di eccellenza seguirà anche una mostra di Benetton e chiuderemo l'anno con una rassegna sulla Vespa nel cinema», conclude il presidente della Fondazione Piaggio Tommaso Fanfani.

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