Il dolore
BLITZ AL LOTTI
Cucina chiusa per... pulizie
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L’ISPEZIONE. La cucina dell’ospedale chiusa dopo i controlli dell’AslC'è troppo sporco nella cucina dell'ospedale Lotti. L'Asl interviene e impone all'azienda che gestisce il servizio mensa per dipendenti e degenti di chiudere. Per quanto? Fino a pulizia completa dei locali. Ieri sera la sorpresa. A distanza di poche ore dal primo provvedimento l'Asl ha dato l'ok alla riapertura
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PONTEDERA. C'è troppo sporco nella cucina dell'ospedale Lotti. L'Asl interviene e impone all'azienda che gestisce il servizio mensa per dipendenti e degenti di chiudere. Per quanto? Fino a pulizia completa dei locali. Ieri sera la sorpresa. A distanza di poche ore dal primo provvedimento l'Asl ha dato l'ok alla riapertura.
In questa storia la velocità con cui è stato riattivato il servizio è davvero sorprendente. Non è la prima volta che l'Asl interviene e sanziona l'azienda a cui è affidato in gestione un servizio così importante come è quello della mensa di un ospedale. I controlli del resto sono periodici anche se chi si occupa della qualità dovrebbe riuscire a prevenire provvedimenti di chiusura come quello preso nelle ultime ore dalla durata-lampo.
L'altro giorno sul pavimento delle cucine del Lotti sarebbero stati trovati alcuni insetti e scarafaggi che avrebbero allarmato (e non poco) sulle condizioni igieniche della cucina. Da qui la richiesta di chiusura arrivata dal servizio igiene pubblica per evitare qualsiasi rischio. L'azienda che ha in appalto le cucine si è messa subito al lavoro per pulire. I degenti peraltro non si sono neppure accorti della lunga ispezione e della successiva chiusura. L'azienda che gestisce la mensa ha subito provveduto a fare arrivare i pasti da altri centri cottura. Il giorno dell'ispezione invece al personale sono stati serviti cibi freddi e nessuno ha fatto caso più di tanto al menu. Ieri mattina, invece, nei reparti è arrivata la conferma che la cucina era stata chiusa anche se solo per precauzione. La disposizione data è stata quella di non far sapere troppo in giro che l'Asl aveva tirato le orecchie a chi avrebbe dovuto fare in modo che la cucina fosse pulita adeguatamente. Comunque tutto faceva pensare a uno stop di alcuni giorni. Invece non è stato così. Ieri pomeriggio c'è stata una nuova ispezione dell'Asl che ha dato il via libera ai cuochi. Tutto pulito, tutto a posto. La cena distribuita ai degenti è stata preparata direttamente al Lotti. Questo a conferma di una situazione che non era allarmante, hanno spiegato dalla direzione dell'Asl 5.
Niente a che fare col passato, dunque. Nel 1997 tre persone furono addirittura denunciate dopo un'ispezione nella mensa dove vennero trovati, in pratica, vari alimenti invasi da muffe e maleodoranze. Nel 1999 era dovuto intervenire, sempre dopo un controllo del servizio igiene degli alimenti, l'allora sindaco di Pontedera, Paolo Marconcini, che aveva emesso un'ordinanza per far pulire le cucine dell'ospedale Lotti. Del resto il personale di vigilanza ed ispezione dell'Usl aveva evidenziato - la storia si ripete - una serie di carenze igienico-sanitarie. Le campionature e i tamponi prelevati in quell'occasione (nel frattempo però il servizio era stato dato in appalto a un'altra società) servirono a dimostrare che negli alimenti c'erano germi di varia natura.
Questa volta l'Asl fa fatto tutto in casa. Non ha dovuto comunicare niente al sindaco. La normativa infatti è cambiata e dà la possibilità all'Asl di chiudere (e di riaprire) direttamente un'attività quando vengono riscontrate carenze igieniche.
S. C.
In questa storia la velocità con cui è stato riattivato il servizio è davvero sorprendente. Non è la prima volta che l'Asl interviene e sanziona l'azienda a cui è affidato in gestione un servizio così importante come è quello della mensa di un ospedale. I controlli del resto sono periodici anche se chi si occupa della qualità dovrebbe riuscire a prevenire provvedimenti di chiusura come quello preso nelle ultime ore dalla durata-lampo.
L'altro giorno sul pavimento delle cucine del Lotti sarebbero stati trovati alcuni insetti e scarafaggi che avrebbero allarmato (e non poco) sulle condizioni igieniche della cucina. Da qui la richiesta di chiusura arrivata dal servizio igiene pubblica per evitare qualsiasi rischio. L'azienda che ha in appalto le cucine si è messa subito al lavoro per pulire. I degenti peraltro non si sono neppure accorti della lunga ispezione e della successiva chiusura. L'azienda che gestisce la mensa ha subito provveduto a fare arrivare i pasti da altri centri cottura. Il giorno dell'ispezione invece al personale sono stati serviti cibi freddi e nessuno ha fatto caso più di tanto al menu. Ieri mattina, invece, nei reparti è arrivata la conferma che la cucina era stata chiusa anche se solo per precauzione. La disposizione data è stata quella di non far sapere troppo in giro che l'Asl aveva tirato le orecchie a chi avrebbe dovuto fare in modo che la cucina fosse pulita adeguatamente. Comunque tutto faceva pensare a uno stop di alcuni giorni. Invece non è stato così. Ieri pomeriggio c'è stata una nuova ispezione dell'Asl che ha dato il via libera ai cuochi. Tutto pulito, tutto a posto. La cena distribuita ai degenti è stata preparata direttamente al Lotti. Questo a conferma di una situazione che non era allarmante, hanno spiegato dalla direzione dell'Asl 5.
Niente a che fare col passato, dunque. Nel 1997 tre persone furono addirittura denunciate dopo un'ispezione nella mensa dove vennero trovati, in pratica, vari alimenti invasi da muffe e maleodoranze. Nel 1999 era dovuto intervenire, sempre dopo un controllo del servizio igiene degli alimenti, l'allora sindaco di Pontedera, Paolo Marconcini, che aveva emesso un'ordinanza per far pulire le cucine dell'ospedale Lotti. Del resto il personale di vigilanza ed ispezione dell'Usl aveva evidenziato - la storia si ripete - una serie di carenze igienico-sanitarie. Le campionature e i tamponi prelevati in quell'occasione (nel frattempo però il servizio era stato dato in appalto a un'altra società) servirono a dimostrare che negli alimenti c'erano germi di varia natura.
Questa volta l'Asl fa fatto tutto in casa. Non ha dovuto comunicare niente al sindaco. La normativa infatti è cambiata e dà la possibilità all'Asl di chiudere (e di riaprire) direttamente un'attività quando vengono riscontrate carenze igieniche.
S. C.
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