Italia
TRAFFICO
Fi-Pi-Li, un mese di disagi allo svincolo di Santa Croce
Giacomo Pelfer
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Il cantiere all’altezza di Santa Croce comporta restringimenti di carreggiata e chiusure a trattiColpa del maltempo ma lo svincolo della Fi-Pi-Li a Santa Croce sull'Arno che doveva aprire in questi giorni potrà essere utilizzato dagli automobilisti solo tra un mese. Inevitabili i disagi, soprattutto per la viabilità interna negli orari di entrata e uscita da lavoro. Chi viaggia in direzione Pisa per raggiungere le aree industriali di Ponte a Egola e Santa Croce è costretto a uscire a San Miniato, riversandosi poi sulla Tosco Romagnola o sulla Francesca
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PONTE A EGOLA. Doveva essere tutto pronto per il 5 marzo. Invece no, servirà almeno tutto il mese, probabilmente fino ad arrivare a Pasqua. Raddoppiano i tempi per il rifacimento dell'uscita Fi-Pi-Li di Santa Croce sull'Arno in direzione Pisa, chiusa già dal 15 febbraio.
Proseguono i disagi per completare il principale snodo di traffico del comprensorio del Cuoio, uno svincolo che impegna la Provincia da quasi due anni e mezzo.
«Colpa del maltempo», spiegano i tecnici della Provincia, che avevano predisposto la chiusura dell'uscita tra il 15 febbraio e il 5 marzo: tre settimane, venti giorni lavorativi, per completare la nuova rampa d'uscita della carreggiata in direzione mare e il raddoppio del cavalcaferrovia. «Le prime due settimane sono saltate completamente - si giustificano i tecnici -, basta controllare i bollettini: dal 15 al 26 febbraio abbiamo avuto sempre giorni di pioggia».
Cantiere fermo per 15 giorni, nessuno a lavorare, ma l'uscita ormai doveva restare chiusa. La Provincia ha quindi prorogato il termine dei lavori fino a martedì 23 marzo. Un limite, però, che «sicuramente non sarà rispettato - fanno già sapere - Il maltempo di questa settimana, segnato anche dall'allarme neve, ha nuovamente stoppato il cantiere. Sarà necessario almeno tutto il mese di marzo per completare la nuova uscita. Si tenga conto - spiegano - che l'asfaltatura richiede sempre alcuni giorni di bel tempo, altrimenti si rischia di fare un lavoro inefficace sprecando denaro pubblico».
Ci sarà da aspettare, sperando che l'uscita torni percorribile entro Pasqua. Inevitabili i disagi, soprattutto per la viabilità interna negli orari di entrata e uscita da lavoro.
Chi viaggia in direzione Pisa per raggiungere le aree industriali di Ponte a Egola e Santa Croce è costretto a uscire a San Miniato, riversandosi poi sulla Tosco Romagnola o sulla Francesca. È l'ultimo sacrificio da scontare per vedere completato lo svincolo di Santa Croce, dopo oltre due anni di cantieri. I lavori permetteranno l'abbattimento della vecchia rampa d'uscita, il completamento di quella nuova e il relativo collegamento con il cavalcaferrovia già raddoppiato. A quel punto lo svincolo sarà interamente riasfaltato, con l'apertura di un ultimo cantiere per le rifiniture, che non inciderà però sul traffico.
Proseguono i disagi per completare il principale snodo di traffico del comprensorio del Cuoio, uno svincolo che impegna la Provincia da quasi due anni e mezzo.
«Colpa del maltempo», spiegano i tecnici della Provincia, che avevano predisposto la chiusura dell'uscita tra il 15 febbraio e il 5 marzo: tre settimane, venti giorni lavorativi, per completare la nuova rampa d'uscita della carreggiata in direzione mare e il raddoppio del cavalcaferrovia. «Le prime due settimane sono saltate completamente - si giustificano i tecnici -, basta controllare i bollettini: dal 15 al 26 febbraio abbiamo avuto sempre giorni di pioggia».
Cantiere fermo per 15 giorni, nessuno a lavorare, ma l'uscita ormai doveva restare chiusa. La Provincia ha quindi prorogato il termine dei lavori fino a martedì 23 marzo. Un limite, però, che «sicuramente non sarà rispettato - fanno già sapere - Il maltempo di questa settimana, segnato anche dall'allarme neve, ha nuovamente stoppato il cantiere. Sarà necessario almeno tutto il mese di marzo per completare la nuova uscita. Si tenga conto - spiegano - che l'asfaltatura richiede sempre alcuni giorni di bel tempo, altrimenti si rischia di fare un lavoro inefficace sprecando denaro pubblico».
Ci sarà da aspettare, sperando che l'uscita torni percorribile entro Pasqua. Inevitabili i disagi, soprattutto per la viabilità interna negli orari di entrata e uscita da lavoro.
Chi viaggia in direzione Pisa per raggiungere le aree industriali di Ponte a Egola e Santa Croce è costretto a uscire a San Miniato, riversandosi poi sulla Tosco Romagnola o sulla Francesca. È l'ultimo sacrificio da scontare per vedere completato lo svincolo di Santa Croce, dopo oltre due anni di cantieri. I lavori permetteranno l'abbattimento della vecchia rampa d'uscita, il completamento di quella nuova e il relativo collegamento con il cavalcaferrovia già raddoppiato. A quel punto lo svincolo sarà interamente riasfaltato, con l'apertura di un ultimo cantiere per le rifiniture, che non inciderà però sul traffico.
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