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Pontedera

SPAZI VERDI

Una piazza al posto dell'Ipsia

Emilio Chiorazzo
Una piazza al posto dell'Ipsia

Potrebbe essere letto come un taglio, anche netto, con il passato. Quello più recente, senza andare troppo indietro nel tempo. Simone Millozzi, sindaco di Pontedera dal giugno scorso, ha le idee chiare sullo sviluppo futuro di questa città. E non nasconde che, alcuni progetti, anche già presentati e sbandierati, prima del suo avvento a sindaco, non gli piacciono. Al punto che lotterà per modificarli. Progetti che, in qualche modo, sono il disegno della Pontedera dei prossimi anni: lottizzazioni, insediamenti abitativi, trasformazione di "contenitori" già esistenti in città.

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PONTEDERA. Potrebbe essere letto come un taglio, anche netto, con il passato. Quello più recente, senza andare troppo indietro nel tempo. Simone Millozzi, sindaco di Pontedera dal giugno scorso, ha le idee chiare sullo sviluppo futuro di questa città. E non nasconde che, alcuni progetti, anche già presentati e sbandierati, prima del suo avvento a sindaco, non gli piacciono. Al punto che lotterà per modificarli. Progetti che, in qualche modo, sono il disegno della Pontedera dei prossimi anni: lottizzazioni, insediamenti abitativi, trasformazione di "contenitori" già esistenti in città.

L'istituto professionale Ipsia, l'unico rimasto, con le sue strutture in pieno centro. È lungo via Primo Maggio. Il nuovo edificio è in costruzione, non senza traversie, nel polo scolastico. E, quando le aule e il resto si trasferiranno, lo stabile subirà delle trasformazioni. La Provincia, che ne è proprietaria, ha l'esigenza di reperire risorse per la nuova sede pisana dei propri uffici. E ha creato, nei mesi scorsi, un'apposita agenzia, che ne dovrà curare la vendita. Tra le varie proiezioni, futuribili, che erano state fatte, quella che - per i tecnici della Provincia - avrebbe potuto incontrare maggiore interesse, riguarda una lottizzazione: case, negozi, fondi commerciali e altro.

Ma per il sindaco Millozzi, il progetto è da rivedere. Radicalmente. Lo ha detto in maniera chiara anche durante la presentazione, al suo consiglio, del bilancio. Quasi in modo brusco. La sintesi: l'Ipsia? Meglio radere tutto al suolo e realizzare, al posto del fabbricato, una bella piazza e posti per il parcheggio. Un bel proposito. Ma i soldi per la Provincia? «L'idea - spiega Millozzi in maniera molto più ponderata - è quella di poter spostare i volumi previsti da quel progetto della Provincia in un'altra area». Magari una zona artigianale, un posto che non precluda altro consumo di suolo. Perché questo, poi, alla fine è l'obiettivo del primo cittadino.
La piazza al posto del vecchio edificio Ipsia, oltretutto, risponderebbe anche a un'altra importante esigenza: quella di non appesantire maggiormente un'area del centro storico della città che, da qui a breve, sarà interessata da altre due importanti lottizzazioni. Sono quelle che vedranno la luce negli spazi che fino a pochi anni fa erano occupati da attività produttive come la Automar e la Crastan.

«E non sono le uniche previste in città», spiega ancora Millozzi. C'è lo Scoiattolo, ad esempio. E poi Villa Toscanelli. E, ancora, l'area del Chiesino. È questo il motivo per il quale il sindaco ha anticipato che il suo Comune si doterà di un urban center. Vuole dare un segno alla crescita di Pontedera. Un segno inequivocabile. Prendiamo le lottizzazioni che vedranno la luce lungo la Tosco Romagnola. Saranno due grattacieli. Dieci, forse più piani. «L'impatto urbanistico è importante», spiega il sindaco. C'è da verificare che gli standard pubblici vengano adeguatamente rispettati, anche a costo di ridurre i volumi da costruire. L'ufficio che Millozzi vuole realizzare avrà, tra i suoi compiti, questo. E quello di indirizzare verso una sola strada la qualità, il gusto, le scelte, le compatibilità con quanto già esiste.

Anche al Centro Lo Scoiattolo la preoccupazione del primo cittadino è quella di avere un impatto compatibile e sempre un minor consumo del suolo. «Una serie di progetti - conclude Millozzi - sono in fase di istruttoria proprio in questo momento. La mia speranza è che tra i diretti interessati alle costruzioni e l'amministrazione comunale ci sia un dialogo proprio in questa direzione. Il cambio di rotta sulla vicenda del futuro del vecchio Ipsia è il frutto di questo ragionamento. Certo, è una questione di coraggio, ma non possiamo perdere di vista certi standard che abbiamo raggiunto sulla qualità della vita e che dobbiamo sforzarci di migliorare».

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