La manifestazione
L’OPERAZIONE
Sgominata la centrale della cocaina
Sabrina Chiellini
È l'alba e un elicottero volteggia sulle case del centro storico, vicino al Duomo, e nella zona del Romito. Un modo insolito di svegliarsi per gli abitanti di Pontedera che sono scesi dal letto e si sono affacciati alle finestre chiedendosi cosa stava succedendo a distanza di pochi giorni da un altro blitz in un presunto campo di addestramento di curdi
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PONTEDERA. È l'alba e un elicottero volteggia sulle case del centro storico, vicino al Duomo, e nella zona del Romito. Un modo insolito di svegliarsi per gli abitanti di Pontedera che sono scesi dal letto e si sono affacciati alle finestre chiedendosi cosa stava succedendo a distanza di pochi giorni da un altro blitz in un presunto campo di addestramento di curdi pronti ad arruolarsi nelle file del Pkk.
Questa volta c'è di mezzo Pontedera come centro di smistamento della cocaina. Diciassette gli arresti, una persona denunciata in stato di libertà. Una lunga indagine coordinata dalla Dda di Firenze e portata avanti dal nucleo investigativo del comando provinciale dell'Arma di Pisa. Sono le cinque del mattino, un centinaio di carabinieri, due cani addestrati a fiutare la droga e l'intervento dell'elicottero fanno da cornice all'operazione, servita, come è stato spiegato, a smantellare due bande - «particolarmente coese perché composte da elementi imparentati tra loro» - di presunti trafficanti internazionali di cocaina, uniti nell'intento di controllare il mercato della zona. L'operazione è stata chiamata "Moussa", dal nome di uno dei principali organizzatori del traffico, gestito da quella che è stata riconosciuta come un'associazione a delinquere finalizzata al traffico della droga. Tutti sono senegalesi - la comunità di extracomunitari più radicata in città - in stretto contatto con il loro paese d'origine, ma anche il Brasile e la Francia. Tra gli arrestati anche un cittadino di Khombole, cittadina del Senegal con cui è gemellata Pontedera, il quale risulta residente a Ravenna.
Ai vertici di una delle due bande due fratelli, residenti a Pontedera, e la loro madre che vive in Senegal e che non è stata rintracciata. Anche l'altro gruppo era controllato da fratelli e cugini abituati a «operare in un contesto di omertà - hanno spiegato i carabinieri - garantito dai vincoli di sangue».
Migranti africani, venditori ambulanti: ma solo in apparenza. Oltre alla solita mercanzia fatta di stoffe, arte africana e false griffe della moda, i senegalesi finiti in manette sono accusati di spaccio di cocaina di cui si rifornivano direttamente. L'operazione dei carabinieri di Pisa è scattata in contemporanea con altri controlli eseguiti a Milano e Bergamo.
È stata data esecuzione a tredici ordinanze di custodia cautelare in carcere per traffico internazionale di stupefacenti, emesse dal Gip di Firenze. Altri quattro arresti per spaccio si sono aggiunti al termine delle perquisizioni. La posizione di un'altra trentina di senegalesi è attualmente al vaglio dei carabinieri, compresa quella di una donna appena tornata in Valdera dal Senegal. I nuclei familiari a capo delle due bande (le donne avrebbero avuto ruoli importanti) avrebbero fatto di Pontedera la base per rifornire di droga, oltre che piazze della provincia, anche città del nord Italia.
Questa volta c'è di mezzo Pontedera come centro di smistamento della cocaina. Diciassette gli arresti, una persona denunciata in stato di libertà. Una lunga indagine coordinata dalla Dda di Firenze e portata avanti dal nucleo investigativo del comando provinciale dell'Arma di Pisa. Sono le cinque del mattino, un centinaio di carabinieri, due cani addestrati a fiutare la droga e l'intervento dell'elicottero fanno da cornice all'operazione, servita, come è stato spiegato, a smantellare due bande - «particolarmente coese perché composte da elementi imparentati tra loro» - di presunti trafficanti internazionali di cocaina, uniti nell'intento di controllare il mercato della zona. L'operazione è stata chiamata "Moussa", dal nome di uno dei principali organizzatori del traffico, gestito da quella che è stata riconosciuta come un'associazione a delinquere finalizzata al traffico della droga. Tutti sono senegalesi - la comunità di extracomunitari più radicata in città - in stretto contatto con il loro paese d'origine, ma anche il Brasile e la Francia. Tra gli arrestati anche un cittadino di Khombole, cittadina del Senegal con cui è gemellata Pontedera, il quale risulta residente a Ravenna.
Ai vertici di una delle due bande due fratelli, residenti a Pontedera, e la loro madre che vive in Senegal e che non è stata rintracciata. Anche l'altro gruppo era controllato da fratelli e cugini abituati a «operare in un contesto di omertà - hanno spiegato i carabinieri - garantito dai vincoli di sangue».
Migranti africani, venditori ambulanti: ma solo in apparenza. Oltre alla solita mercanzia fatta di stoffe, arte africana e false griffe della moda, i senegalesi finiti in manette sono accusati di spaccio di cocaina di cui si rifornivano direttamente. L'operazione dei carabinieri di Pisa è scattata in contemporanea con altri controlli eseguiti a Milano e Bergamo.
È stata data esecuzione a tredici ordinanze di custodia cautelare in carcere per traffico internazionale di stupefacenti, emesse dal Gip di Firenze. Altri quattro arresti per spaccio si sono aggiunti al termine delle perquisizioni. La posizione di un'altra trentina di senegalesi è attualmente al vaglio dei carabinieri, compresa quella di una donna appena tornata in Valdera dal Senegal. I nuclei familiari a capo delle due bande (le donne avrebbero avuto ruoli importanti) avrebbero fatto di Pontedera la base per rifornire di droga, oltre che piazze della provincia, anche città del nord Italia.
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