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Pedalando a vaporel'eco risparmio sulla bici a idrogeno

Manolo Morandini
Pedalando a vaporel'eco risparmio sulla bici a idrogeno

Pedalando a vapore. Superpulita e a idrogeno è la bici messa a punto da Acta Energy, società anglo-italiana che ha stabilito il proprio quartiere generale a Lavoria. Con un pieno d'acqua da 50 centesimi di euro si macinano 100 chilometri alla velocità di 25 chilometri all'ora. Una gran comodità

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LAVORIA. Pedalando a vapore. Superpulita e a idrogeno è la bici messa a punto da Acta Energy, società anglo-italiana che ha stabilito il proprio quartiere generale a Lavoria. Con un pieno d'acqua da 50 centesimi di euro si macinano 100 chilometri alla velocità di 25 chilometri all'ora. Una gran comodità.

L'oggetto dei desideri di "ciclomani" ed ecologisti che vogliono essere più rapidi ma anche un po' più eco-chic è in vendita a 3mila euro. Ma il prezzo non deve spaventare. «La batteria della bici ha una durata pressoché illimitata», spiega Alberto Valli, project manager di Acta Energy. Insomma, una spesa che nel tempo è destinata a rivelarsi un investimento. «In una cella a combustibile l'idrogeno viene ricombinato con l'ossigeno presente nell'aria - spiega Valli - Il risultato del processo sono vapore acqueo e corrente elettrica, destinata all'alimentazione del motore della bici che aiuta i pedali e le gambe del ciclista a fare meno fatica». E si viaggia in perfetta sicurezza perché l'idrogeno non è allo stato liquido ma viene immagazzinato in piccoli serbatoi ai metallidruri, una polvere metallica che si comporta come una spugna, lo assorbe e lo contiene a bassissima pressione. «In caso di rottura accidentale del serbatoio il gas viene rilasciato lentamente ed è molto più sicuro della benzina».

Una realtà innovativa e dalla vocazione ecologica, Acta Energy. La bici elettrica è, infatti, solo una delle possibili applicazioni. L'azienda è specializzata nella ricerca e sviluppo di sistemi per la produzione di idrogeno. Il prodotto di punta è un generatore a basso costo e alto rendimento, adatto anche per usi domestici. Si chiama "EL100", produce 100 litri di idrogeno in un'ora, e all'ultima edizione della fiera internazionale della nautica Seatec, a Carrara, è valso all'azienda il premio "Qualitec Technology Award 2010". Un riconoscimento che apre le porte a una prossima commercializzazione della tecnologia in campo nautico. Da un litro d'acqua se ne ricavano mille d'idrogeno.

Generatori portatili di elettricità, un motore fuoribordo da 10 chilowatt e un kit per migliorare il rendimento e ridurre i consumi del 15% dei motori diesel. Sono alcune delle soluzioni targate Acta. Insieme a Callegari il prossimo ottobre presenterà al Salone nautico di Genova un tender alimentato con il fuoribordo elettrico a idrogeno. «Con 2 litri di acqua demineralizzata e 2 euro di elettricità si produce idrogeno sufficiente per garantire 5 ore di autonomia a piena potenza - sostiene il manager di Acta Energy - Con un motore equivalente a benzina dovremmo spendere 30 euro di carburante oltre ai costi indiretti legati all'inquinamento e al rumore». Si potrà navigare a motore in mare aperto avendo la sensazione di veleggiare.

Perché l'idrogeno? «È la fonte di energia più semplice, pulita ed economica disponibile in natura - dice Valli - L'uso non genera anidride carbonica e polveri sottili ma solo vapore acqueo. E con la nostra tecnologia, basata sul processo elettrolitico, si può trasformare l'acqua in energia con la stessa facilità di utilizzo di una moderna macchina del caffè».

L'azienda ha preso vita nel 2004 da un'idea di un ricercatore di Collesalvetti, Alessandro Tampucci, che ha messo a punto un sistema per la produzione di catalizzatori che utilizzano ferro, cobalto e nichel, tuttora prodotti e commercializzati in America e Giappone. Un'idea sposata dall'imprenditore lombardo Paolo Bert, che di Acta è l'amministratore delegato. Una struttura di trenta addetti, tra personale amministrativo e soprattutto chimici, ingegneri e informatici. Per reperire le risorse necessarie alla ricerca, una ventina di milioni di euro, nel 2005 l'impresa è stata quotata al London Stock Exchange, nel listino "Alternatives Investment Market". Un passaggio che ha consentito di reperire 12 milioni di euro da privati d'oltremanica.

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