Il Tirreno

Pontedera

VICOPISANO PER L’INTEGRAZIONE

50 bimbi iscritti ai corsi d'arabo

Filippo Bernardeschi
Bambini all’entrata di scuola e sotto la elementare di Uliveto
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Bambini all’entrata di scuola e sotto la elementare di Uliveto

Circa 50 iscritti, tutti bambini fra i 5 e i 12 anni. Quattro insegnanti improvvisati e un forte desiderio d'integrazione sociale. Queste le premesse con cui, da un mese, il Centro culturale islamico della Valdera ha avviato una vera e propria scuola di arabo a Vicopisano

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VICOPISANO. Circa 50 iscritti, tutti bambini fra i 5 e i 12 anni. Quattro insegnanti improvvisati e un forte desiderio d'integrazione sociale. Queste le premesse con cui, da un mese, il Centro culturale islamico della Valdera ha avviato una vera e propria scuola di arabo a Vicopisano. Il corso si svolge tutti i sabati dalle 15 alle 17,30 nei locali della scuola elementare di Uliveto Terme.

L'iniziativa è nata dalla necessità di sviluppare fra i più piccoli una consapevolezza delle proprie origini, senza perdere di vista l'appartenenza alla comunità italiana, in particolare a quella di Vicopisano. L'iniziativa sta catalizzando famiglie sparse su tutta la Valdera e ha anche destato l'interesse di connazionali residenti nella provincia, tanto che oggi si pensa a un nuovo corso per soli italiani.

Le due facce dell'integrazione. Ha una stretta di mano cordiale per tutti, Qasi Adnan. Per sei anni presidente del Centro culturale islamico, di origini giordane, si dice felicissimo dell'intesa raggiunta con le istituzioni. «L'idea di avviare dei corsi - spiega Adnan - risale addirittura a dieci anni fa. In passato ne abbiamo tenuti anche a Cascina e a San Frediano». Quello di Vicopisano è l'ultimo della serie. Tutto volontariato: «Al sindaco abbiamo chiesto solo lo spazio per le lezioni. Il resto è autofinanziato dalle famiglie, alle quali abbiamo domandato un contributo di 30 euro per l'acquisto di carta e materiali». Nella pratica si tratta di un laboratorio pomeridiano, appendice alle lezioni "regolari" della mattina, e avrà la durata di un normale anno scolastico: «Non vogliamo contrapporci o rivendicare alcunché - specifica Adnan - pensiamo invece che comprendere le proprie origini sia importante tanto quanto condividere e rispettare le tradizioni del paese che ci ospita. In questo modo è possibile un'integrazione completa».

Come t'insegno l'arabo. Gli insegnanti si sono divisi in due classi. El Habib Jaouvari e Adnan abitano a Vicopisano. Yousef Ben Housen abita a Fornacette, mentre Jammaj Mohammad è di Pontedera. Insegnanti improvvisati, perché sprovvisti di un percorso di studi che li qualifichi come professori, hanno elaborato un metodo semplice e ben definito per insegnare la lingua madre: «Ogni incontro dura circa due ore - spiegano - ed è ripartito in due momenti. Il primo è quello della lettura e della grammatica. Scegliamo testi di scrittori arabi e li analizziamo». La prima pausa, poi si riparte: «Il secondo momento - continua Mohammad - è quello della scrittura, con esercitazioni pratiche». Quando chiediamo se l'arabo è difficile, Adanan ride: «Non a caso si dice "ma parlo arabo?". E' difficile per chi deve partire da zero, ma i nostri bambini hanno già delle basi, devono solo svilupparle».

Verso un corso per italiani. Anche il vicesindaco Luca Cecchi è del parere che per favorire l'integrazione è necessario preservare le radici di una cultura. «In questo modo speriamo di far interagire due mondi fisicamente vicini ma con pochi contatti sul piano pratico», afferma. «Questo il primo passo. Il successivo è avviare un corso per italiani. Abbiamo 16 interessati: dipendenti Asl, alcuni provenienti da Pisa. Le pratiche burocratiche sono concluse, non rimane che concordare le ore e la data d'inizio».

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