Italia
il sogno potrà farsi realtà
In battello lungo l'Arnofino alle sponde di San Miniato
Paola Silvi
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Il battello “Andrea da Pontedera” lungo il fiume ArnoUn esperimento turistico che diventa progetto di navigazione fluviale. E' l'acqua a fare la differenza e a unire sette comuni della provincia di Pisa. Con un collegamento nient'affatto forzato, l'Arno diventa il fil rouge del nostro territorio
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PONTEDERA. Un esperimento turistico che diventa progetto di navigazione fluviale. E' l'acqua a fare la differenza e a unire sette comuni della provincia di Pisa. Con un collegamento nient'affatto forzato, l'Arno diventa il fil rouge del nostro territorio. E il protocollo d'intesa sottoscritto dalla Provincia e dai Comuni di Pontedera, Calcinaia, Santa Maria a Monte, Montopoli, Castelfranco, Santa Croce sull'Arno e San Miniato conferma l'intento pioneristico di avventura.
Apre nuovi orizzonti di comunicazione ma anche di attenzione ambientale e valorizzazione paesaggistica. Nuove prospettive e punti di vista. Per un viaggio dal passato al presente e ritorno, in battello. Nel 2008 col battello della cooperativa "Il Navicello, preso a noleggio. Nel 2009 col battello acquistato dal Comune di Pontedera e ribattezzato "Andrea da Pontedera". Con le gite fluviali che terminavano a La Rotta, ultimo approdo previsto. Per il futuro con un tragitto di quasi 30 chilometri lungo un letto che si snoda dalla Valdera al Valdarno e che passa da San Donato, San Romano e arriva a San Miniato Basso. «Volevamo riscoprire il nostro fiume come luogo da frequentare e da vivere», dichiara il vice sindaco Massimiliano Sonetti. «Volevamo far capire che i fiumi possono essere non solo alluvione e paura. Nel 2008 il battello ha trasportato oltre 5mila persone. L'anno passato circa 10mila. Le cifre dimostrano quanto i cittadini abbiano apprezzato l'iniziativa e per questo abbiamo deciso di continuare in maniera più strutturata».
E le sette amministrazioni hanno fatto un ulteriore passo in avanti. Hanno messo nero su bianco una scommessa che, a piccoli step, si trasformerà in un lungo itinerario navigabile. Con l'obiettivo chiaro e ambizioso "di mettere in rete le risorse culturali, produttive, sportive, enogastronimiche e fluviali" di questo fazzoletto di terra solcato dall'Arno. «E' un modo - ribadisce Simone Millozzi, sindaco di Pontedera, Comune capofila del progetto - per formalizzare un percorso dalle grandi potenzialità. Penso al progetto di navigabilità dello scolmatore e alle diverse possibilità di trasporto». «Certo - aggiunge Lucia Ciampi, primo cittadino di Calcinaia - questa realizzazione comporterà investimenti, lavori, messe in sicurezza dei vecchi attracchi, ma è un'opportunità unica per riappropriarsi del valore storico del fiume».
L'Arno torna così ad essere non solo solcato da battelli che cullano cittadini curiosi e turisti divertiti, in fuga dalla routine, ma anche luogo di relax e riscoperta della natura. Dal cuore delle città di provincia alle sponde silenziose, poco conosciute ma ricche di vegetazione. «Il progetto - spiega ancora l'assessore provinciale Valter Picchi - consente di approfondire l'educazione all'ambiente». E l'inedita dimensione acquatica è molto apprezzata anche dalle città del comprensorio del Cuoio. «Sarà sicuramente una prospettiva di rilancio per le nostre zone», sottolinea Luigi Possenti, consigliere comunale di Santa Maria a Monte. «Con un profilo di attrattiva turistica», conclude poi l'assessore sanminiatese Giacomo Gozzini.
Apre nuovi orizzonti di comunicazione ma anche di attenzione ambientale e valorizzazione paesaggistica. Nuove prospettive e punti di vista. Per un viaggio dal passato al presente e ritorno, in battello. Nel 2008 col battello della cooperativa "Il Navicello, preso a noleggio. Nel 2009 col battello acquistato dal Comune di Pontedera e ribattezzato "Andrea da Pontedera". Con le gite fluviali che terminavano a La Rotta, ultimo approdo previsto. Per il futuro con un tragitto di quasi 30 chilometri lungo un letto che si snoda dalla Valdera al Valdarno e che passa da San Donato, San Romano e arriva a San Miniato Basso. «Volevamo riscoprire il nostro fiume come luogo da frequentare e da vivere», dichiara il vice sindaco Massimiliano Sonetti. «Volevamo far capire che i fiumi possono essere non solo alluvione e paura. Nel 2008 il battello ha trasportato oltre 5mila persone. L'anno passato circa 10mila. Le cifre dimostrano quanto i cittadini abbiano apprezzato l'iniziativa e per questo abbiamo deciso di continuare in maniera più strutturata».
E le sette amministrazioni hanno fatto un ulteriore passo in avanti. Hanno messo nero su bianco una scommessa che, a piccoli step, si trasformerà in un lungo itinerario navigabile. Con l'obiettivo chiaro e ambizioso "di mettere in rete le risorse culturali, produttive, sportive, enogastronimiche e fluviali" di questo fazzoletto di terra solcato dall'Arno. «E' un modo - ribadisce Simone Millozzi, sindaco di Pontedera, Comune capofila del progetto - per formalizzare un percorso dalle grandi potenzialità. Penso al progetto di navigabilità dello scolmatore e alle diverse possibilità di trasporto». «Certo - aggiunge Lucia Ciampi, primo cittadino di Calcinaia - questa realizzazione comporterà investimenti, lavori, messe in sicurezza dei vecchi attracchi, ma è un'opportunità unica per riappropriarsi del valore storico del fiume».
L'Arno torna così ad essere non solo solcato da battelli che cullano cittadini curiosi e turisti divertiti, in fuga dalla routine, ma anche luogo di relax e riscoperta della natura. Dal cuore delle città di provincia alle sponde silenziose, poco conosciute ma ricche di vegetazione. «Il progetto - spiega ancora l'assessore provinciale Valter Picchi - consente di approfondire l'educazione all'ambiente». E l'inedita dimensione acquatica è molto apprezzata anche dalle città del comprensorio del Cuoio. «Sarà sicuramente una prospettiva di rilancio per le nostre zone», sottolinea Luigi Possenti, consigliere comunale di Santa Maria a Monte. «Con un profilo di attrattiva turistica», conclude poi l'assessore sanminiatese Giacomo Gozzini.
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