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Carne islamica,è subito polemica

Paola Silvi
Carne islamica,è subito polemica

Polli, tacchini, carne rossa, ovini: tutti con l'etichetta "Halal". Cosa significa? Che sono stati macellati secondo le modalità del rito islamico. Si acquistavano già in numerose macellerie specializzate. Specialmente quelle in zona stazione. Adesso, con l'apertura della nuova sede, si trovano anche alla Coop. Un' iniziativa decollata un po' in sordina, ma che sta incontrando il favore della clientela. Soprattutto islamica. Ma anche polemiche.

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PONTEDERA. Polli, tacchini, carne rossa, ovini: tutti con l'etichetta "Halal". Cosa significa? Che sono stati macellati secondo le modalità del rito islamico. Si acquistavano già in numerose macellerie specializzate. Specialmente quelle in zona stazione. Adesso, con l'apertura della nuova sede, si trovano anche alla Coop. Un' iniziativa decollata un po' in sordina, ma che sta incontrando il favore della clientela. Soprattutto islamica. Ma anche polemiche.

«E' una comodità in più», afferma Aicha, musulmana che di professione fa la mediatrice culturale. «Prima dovevamo fare due spese separate. Una per la carne, l'altra per il resto degli alimenti. Ora che davanti al banco della macelleria della Coop c'è il settore dedicato all'halal, cogliamo l'occasione e compriamo tutto al supermercato. Con tranquillità». Un'attenzione a una fetta di utenza vasta come quella degli immigrati musulmani, arabi ma anche ebrei, che finora acquistava la carne solo nei negozi dove c'era garanzia del controllo di un'autorità religiosa sulle modalità di macellazione. «Il sangue, secondo queste misure - spiega ancora Aicha - deve uscire dal corpo dell'animale. Solo così la carne può rimanere sana.

Poi seguono i processi di macellazione comuni». La carne "Halal" entra nel circuito della grande distribuzione ed è un altro esempio delle trasformazioni che la multiculturalità porta nelle abitudini di tutti i giorni. Un altro capitolo di confronto fra due culture diverse che possono dialogare, rispettarsi ma anche trovarsi in contrasto. Il procedimento islamico fa discutere e trova posizioni rigide fra le associazioni e le organizzazioni in difesa degli animali. «Siamo sicuri che l'intento della Coop sia esclusivamente rivolto, nell'ambito commerciale che le compete, allo sviluppo di una cultura di integrazione - scrivono dalla Dav - ma vogliamo esprimere la nostra perplessità ed il nostro assoluto dissenso verso alcuni elementi caratteristici di tale rito di macellazione.

La morte dell'animale dovrebbe avvenire attraverso un decesso cosciente, per dissanguamento, provocato dal taglio netto della giugulare. Una pratica che sarà certo diffusa nel mondo islamico ma che cozza con tutta quella serie di fasi del procedimento, presenti nella macellazione regolamentata dalla legge italiana, che tendono a far soffrire il meno possibile gli animali».

Contro l'agonia e il dolore di ogni essere vivente la Dav rincara la dose. E invita la Coop alla riflessione e alla chiarezza sui metodi adottati. «Le procedure previste in Italia per la macellazione non sono solo sterili elementi di legge - continuano - ma soprattutto espressione della sensibilità verso tutte le forme di vita.

Ecco perché una pratica che non prevede queste fasi, e si realizza, al contrario, con azioni cruente che non possono evitare di condannare un animale ad una morte atroce, cosciente momento dopo momento, non sono da noi tollerabili. Si tratta di una fine orribile che gradiremmo evitare a chiunque».

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