Il Tirreno

Pontedera

CAPPANNOLI

Ragazzo salvato da un bambino "dottore"

Sabrina Chiellini
Giacomo Bove
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Giacomo Bove

Due bambini hanno salvato Giacomo, studente di 17 anni, tornato alla vita dopo quattro lunghi giorni di coma, vissuti dai genitori e da tanti amici con l'ansia ma anche con la speranza che il ragazzo potesse farcela. Una storia a lieto fine.

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CAPANNOLI. Due bambini hanno salvato Giacomo, studente di 17 anni, tornato alla vita dopo quattro lunghi giorni di coma, vissuti dai genitori e da tanti amici con l'ansia ma anche con la speranza che il ragazzo potesse farcela. Una storia a lieto fine.

Una storia resa ancora più bella dalla presenza dei due angeli. «È stato un miracolo - dice il padre Ernesto Bove, muratore di 46 anni, di Santo Pietro Belvedere - ora il peggio è passato. Siamo sempre frastornati, ma abbiamo tirato un sospiro di sollievo quando Giacomo si è svegliato dal coma. C'è un intero paese pronto a salutare il ritorno di mio figlio a casa».

Il ragazzino deve la vita a due bambini di appena dieci anni, il fratello Gianluca e un vicino di casa, Amin, un bambino di origini marocchine, come racconta con un velo di commozione e di orgoglio il padre. I due bambini hanno aiutato Giacomo quando, mercoledì della scorsa settimana, lo studente ha avuto un malore improvviso. Nessuno all'inizio sapeva spiegarsi cosa fosse accaduto, poi i medici hanno detto che l'adolescente aveva avuto, come raccontano alcuni familiari, una forma di encefalite virale.

Giacomo era in casa con il fratellino quando ha cominciato a stare male. È caduto per terra. Quel giorno aveva la febbre, ma non sembrava niente di grave. Poi il malore e un attacco epilettico. In quel momento ha suonato il campanello Amin, che andava a casa degli amici, come tante altre volte. «Anche questa è stata una circostanza meravigliosa - continua il padre di Giacomo - Amin è stato bravissimo, si è comportato come un soccorritore esperto». Il bambino, mettendo in pratica comportamenti che probabilmente aveva visto in tv, non si è perso d'animo. «Ha tirato su le gambe di mio figlio, lo ha aiutato a respirare evitando che soffocasse. Intanto l'altro mio bambino, Gianluca, ha chiamato l'ambulanza, il 118. Sono stati bravi. Anzi, direi eccezionali come poi lo sono stati i medici del reparto di rianimazione dell'ospedale Lotti».

Dopo l'improvviso malore il ragazzo è stato sedato. Coma indotto, hanno spiegato i sanitari che, dopo alcuni accertamenti, hanno diagnosticato allo studente la forma di encefalite. Dopo giorni di paure e incertezze nella tarda mattina di domenica Giacomo è tornato a sorridere. I genitori, i familiari e gli amici non l'hanno mai abbandonato. L'affetto e la voglia di abbracciare di nuovo Giacomo o di ascoltarlo mentre suona la batteria lo hanno aiutato a combattere la sua battaglia. Tantissimi i messaggi inviati al suo profilo su Facebook dagli amici del paese e da quelli di scuola, l'istituto "Fermi" di Pontedera dove frequenta la seconda ragioneria. Il "risveglio" di Giacomo è stato salutato con grandi manifestazioni di gioia.

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