Il Tirreno

Pontedera

Piaggio

L'Asia vuole Piaggio

Manolo Morandini /
L’interno dello stabilimento vietnamita della Piaggio, a Binh Xuyen
◗
L’interno dello stabilimento vietnamita della Piaggio, a Binh Xuyen

Si fanno insistenti le sibille del Far East che potrebbero convincere Roberto Colaninno, attuale presidente e Ad di Piaggio, ad allontanarsi da Pontedera. Un disinvestimento dal gruppo delle due ruote che passerebbe in mano a gruppi asiatici, in particolare indiani e cinesi

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Si fanno insistenti le sibille del Far East che potrebbero convincere Roberto Colaninno, attuale presidente e Ad di Piaggio, ad allontanarsi da Pontedera. Un disinvestimento dal gruppo delle due ruote che passerebbe in mano a gruppi asiatici, in particolare indiani e cinesi.

L'ipotesi più volte smentita dall'imprenditore mantovano e dalla finanziaria Immsi, che controlla il 53,58% del capitale Piaggio, avrebbe ripreso quota e a confermarla sono anche i rumors raccolti dal quotidiano finanziario Il Sole 24 Ore. L'operazione è data per possibile e alcune banche d'affari sarebbero al lavoro per predisporre le basi dell'offerta. L'ipotesi è più che un brivido freddo per il comprensorio, costretto a rivedere gli assetti produttivi con l'affermarsi delle forniture asiatiche.

Eppure dalla casa della Vespa si smentisce con vigore l'ipotesi di vendita delle azioni. Resta l'interesse, però, che il gruppo delle due ruote avrebbe suscitato tra le grandi conglomerate asiatiche e produttori di moto giapponesi. Del resto, Piaggio ha buone credenziali. Un gruppo ristrutturato e in forte evoluzione, con una presenza in Asia che nei prossimi anni avrà un peso elevato sul fatturato.
È dello scorso giugno l'avvio della commercializzazione della Vespa LX made in Vietnam. Interamente realizzata nello stabilimento di Piaggio, nel distretto di Binh Xuyen, che occupa oltre 250 dipendenti. Un investimento complessivo di oltre 30 milioni di dollari per una capacità produttiva che potrà raggiungere a regime le 100mila unità all'anno. E un tassello che è andato a completare, dopo aver già stabilito la propria presenza in India e in Cina, il piano strategico di investimenti del gruppo in Asia.

Gli analisti prevedono una forte crescita di Piaggo in Vietnam, dove potrebbero essere triplicati i volumi, e in India, dove le immatricolazioni a fine 2009 hanno già dato ottimi segnali. Nel medio termine le vendite nei due paesi potrebbero rappresentare un terzo del fatturato del gruppo. Insomma, un piatto ricco di promesse che inevitabilmente suscita l'interesse degli investitori.

Al di là del vento che arriva dal Far East nel 2010 le difficoltà per il gruppo Piaggio nel 2010 potrebbero derivare da un calo di vendite specie sul mercato italiano, stimato tra il 5 e il 10 per cento, in base alla riconferma o meno degli incentivi governativi. Anche se i dati in positivo delle immatricolazioni a gennaio sembrano smentire la previsione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze