La manifestazione
ABUSO D'UFFICIO
L'ex sindaco finisce alla sbarra
Francesca Suggi
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L’ex primo cittadino di Fauglia Riccardo FroliImputati. Abuso d'ufficio e falso ideologico in concorso con altri le ipotesi di reato formulate dal pubblico ministero contro una parte dell'ex giunta. Loro sono l'ex sindaco Riccardo Froli, gli ex assessori Cesare Barsotti e Antonio Monaco, il segretario Antonio Pellegrino e l'ex corresponsabile servizi economici Alessandro Ciaponi
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FAUGLIA. Imputati. Abuso d'ufficio e falso ideologico in concorso con altri le ipotesi di reato formulate dal pubblico ministero contro una parte dell'ex giunta. Loro sono l'ex sindaco Riccardo Froli, gli ex assessori Cesare Barsotti e Antonio Monaco, il segretario Antonio Pellegrino e l'ex corresponsabile servizi economici Alessandro Ciaponi.
La procura di Pisa travolge la vecchia amministrazione con una richiesta di rinvio a giudizio per tutti e cinque i pilastri della passata guardia faugliese.
Due le vicende domani al centro dell'udienza preliminare: da una parte l'indebitamento di decine di migliaia di euro contratto dal Comune con una banca a seguito di un'azzardata operazione di finanza derivata, dall'altra il caso di un'assunzione controversa.
Esattamente un anno fa l'avviso di conclusione delle indagini bussa alla porta degli ex amministratori e dirigenti. In paese nessuno dimentica e l'attesa sull'esito delle due storie sollevate dal consigliere di opposizione Alberto Rossi tiene banco. Oggi, come nel febbraio scorso, dove più volte, in consiglio comunale, le minoranze hanno espresso perplessità e sollevato dubbi su sospette irregolarità procedurali.
Così è, secondo i reati ipotizzati dal pm. Una sfilza. L'uno legato all'altro. Sulla vicenda della dipendente assunta per un posto vacante di istruttore amministrativo il capo di imputazione è doppio: abuso di ufficio da una parte e concorso in falso ideologico dall'altra. La persona coinvolta avrebbe avuto il posto pur trovandosi agli ultimi posti di una graduatoria stilata tra più Comuni. Secondo l'accusa, infatti, Barsotti, Froli, Monaco e Pellegrino avrebbero agevolato un'assunzione a tempo determinato per 12 mesi, con tanto di delibera del 2006. Favoritismo, insomma.
Si parla anche della sottrazione al dirigente del personale dell'intera procedura di selezione, gestita invece dalla giunta comunale. I 4 imputati secondo il pm addirittura avrebbero dichiarato il falso all'interno di una delibera attribuendo al Comune di Montopoli dichiarazioni in realtà mai fatte dal municipio del Valdarno.
Prima di arrivare in procura, più volte la questione ha acceso il dibattito politico del Comune. In consiglio comunale l'ex sindaco Riccardo Froli ha sempre respinto le "accuse" rimarcando di aver agito correttamente seguendo le regole.
Sulla stessa linea pure le dichiarazioni del direttore generale che nel dicembre del 2007 allontana ogni ombra, dicendo di non essere coinvolto in alcuna gestione personalistica del procedimento amministrativo.
Stesse facce, soliti attori pubblici e medesimo candore nel respingere ogni dubbio di legittimità caratterizzano l'altro rinvio a giudizio richiesto dal pm sulla questione finanza derivata. Sfilano i nomi di Barsotti, Froli, Monaco, Pellegrino con l'aggiunta dell'ex consulente Ciaponi sul banco degli imputati. Questa volta la patata bollente si chiama operazione Swap. Con delibera del 2005 l'amministrazione ha dato il via ad una operazione di finanza derivata di oltre 2 milioni. E' la Cassa di Risparmio di Firenze a gestire il capitale mutui, contratti con la Cassa Depositi e Prestiti. In base a quale criterio? Sulla questione si scaglia l'opposizione, parte la segnalazione alla procura. L'inchiesta fa il resto. Secondo l'accusa i 5 avrebbero dichiarato di aver esaminato varie proposte bancarie. Falso secondo il pm. E falso ideologico è il capo d'imputazione formulato "solo" per l'ex sindaco per aver impropriamente dichiarato che il Comune era in grado di gestire operazioni finanziarie come previsto dalla Consob. Pure questo, secondo l'accusa, è falso.
La procura di Pisa travolge la vecchia amministrazione con una richiesta di rinvio a giudizio per tutti e cinque i pilastri della passata guardia faugliese.
Due le vicende domani al centro dell'udienza preliminare: da una parte l'indebitamento di decine di migliaia di euro contratto dal Comune con una banca a seguito di un'azzardata operazione di finanza derivata, dall'altra il caso di un'assunzione controversa.
Esattamente un anno fa l'avviso di conclusione delle indagini bussa alla porta degli ex amministratori e dirigenti. In paese nessuno dimentica e l'attesa sull'esito delle due storie sollevate dal consigliere di opposizione Alberto Rossi tiene banco. Oggi, come nel febbraio scorso, dove più volte, in consiglio comunale, le minoranze hanno espresso perplessità e sollevato dubbi su sospette irregolarità procedurali.
Così è, secondo i reati ipotizzati dal pm. Una sfilza. L'uno legato all'altro. Sulla vicenda della dipendente assunta per un posto vacante di istruttore amministrativo il capo di imputazione è doppio: abuso di ufficio da una parte e concorso in falso ideologico dall'altra. La persona coinvolta avrebbe avuto il posto pur trovandosi agli ultimi posti di una graduatoria stilata tra più Comuni. Secondo l'accusa, infatti, Barsotti, Froli, Monaco e Pellegrino avrebbero agevolato un'assunzione a tempo determinato per 12 mesi, con tanto di delibera del 2006. Favoritismo, insomma.
Si parla anche della sottrazione al dirigente del personale dell'intera procedura di selezione, gestita invece dalla giunta comunale. I 4 imputati secondo il pm addirittura avrebbero dichiarato il falso all'interno di una delibera attribuendo al Comune di Montopoli dichiarazioni in realtà mai fatte dal municipio del Valdarno.
Prima di arrivare in procura, più volte la questione ha acceso il dibattito politico del Comune. In consiglio comunale l'ex sindaco Riccardo Froli ha sempre respinto le "accuse" rimarcando di aver agito correttamente seguendo le regole.
Sulla stessa linea pure le dichiarazioni del direttore generale che nel dicembre del 2007 allontana ogni ombra, dicendo di non essere coinvolto in alcuna gestione personalistica del procedimento amministrativo.
Stesse facce, soliti attori pubblici e medesimo candore nel respingere ogni dubbio di legittimità caratterizzano l'altro rinvio a giudizio richiesto dal pm sulla questione finanza derivata. Sfilano i nomi di Barsotti, Froli, Monaco, Pellegrino con l'aggiunta dell'ex consulente Ciaponi sul banco degli imputati. Questa volta la patata bollente si chiama operazione Swap. Con delibera del 2005 l'amministrazione ha dato il via ad una operazione di finanza derivata di oltre 2 milioni. E' la Cassa di Risparmio di Firenze a gestire il capitale mutui, contratti con la Cassa Depositi e Prestiti. In base a quale criterio? Sulla questione si scaglia l'opposizione, parte la segnalazione alla procura. L'inchiesta fa il resto. Secondo l'accusa i 5 avrebbero dichiarato di aver esaminato varie proposte bancarie. Falso secondo il pm. E falso ideologico è il capo d'imputazione formulato "solo" per l'ex sindaco per aver impropriamente dichiarato che il Comune era in grado di gestire operazioni finanziarie come previsto dalla Consob. Pure questo, secondo l'accusa, è falso.
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