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Pontedera

Travolto da un insolito sexgate

Sabrina Chiellini
Travolto da un insolito sexgate

Alcune donne accusano l'assessore: molestate per avere la casa popolare

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CASCINA. Per 10 anni hanno sfilato nella stanza dell'assessore Roberto Lorenzi chiedendo una casa popolare, soldi e un lavoro. C'è chi le ha sentite urlare, piangere, imprecare. Ora alcune di loro, donne con storie difficili, sfilano nell'ufficio del sostituto procuratore di Pisa Giovanni Maddaleni.

Il magistrato si occupa dell'inchiesta che riguarda l'ormai ex assessore (si è dimesso appena ha saputo di essere indagato) alla casa, cultura, pubblica istruzione e cooperazione internazionale del Comune di Cascina. Lorenzi, 63 anni, un passato da ferroviere, esponente del Pdci, appassionato di esoterismo (ha sempre con sè un pendolino per "sentire" le energie individuali) e della buona tavola ma anche impegnato in molti progetti di solidarietà, è accusato di concussione a sfondo sessuale aggravata e continuata. Alcune donne l'hanno accusato di aver promesso di interessarsi del loro problema casa in cambio di favori sessuali. Ma lui nega deciso: «Sono un uomo galante, qualcuna ha frainteso le mie parole».

Molestie o galanterie? Su questo fronte deve muoversi l'inchiesta della Procura che è partita da alcune denunce che sono state però ritenute circostanziate e attendibili. In particolare, si parla con insistenza di una registrazione compromettente, che non lascerebbe molto spazio a dubbi su quanto accaduto in un incontro tra una donna e l'assessore. Un particolare però che non trova conferme ufficiali. È evidente che la stessa magistratura sta cercando di verificare tutte le segnalazioni e così ieri mattina sono state interrogate alcune donne cascinesi che negli ultimi tempi avevano incontrato spesso l'assessore.

Cascina si trova così d'improvviso al centro di un sexgate dove voci, supposizioni, illazioni si mischiano con fatti ancora tutti da accertare. Un paese travolto dal chiacchiericcio da quando mercoledì mattina i carabinieri si sono presentati a casa di Lorenzi. L'assessore era seduto in giardino e aspettava l'autista del Comune per andare a Pisa. Lo hanno invitato a seguirli in Comune e lì hanno perquisito a lungo il suo ufficio. «Era impossibile che questa storia rimanesse sottotraccia - dice Lorenzi - c'era un carabiniere sulla porta della mia stanza, gli appuntamenti sono stati annullati. E tutto si è svolto a due passi dalla stanza dei consiglieri d'opposizione... Il resto è venuto di conseguenza. Oggi sono un uomo distrutto, la mia famiglia vive nell'angoscia».

In municipio i militari hanno cercato tra gli oggetti personali del "voluminoso" assessore (pesa oltre cento chili), amante della buona tavola ma anche un divoratore di libri: «Li hanno aperti tutti, uno per uno. Non so cosa immaginassero di trovare. Hanno sequestrato la mia agenda, e pure quella dell'ufficio casa. Hanno anche preso un vecchio ventaglio che mi aveva regalato alcuni anni fa un'amica». Poi è stata perquisita la casa dell'assessore. «Siamo rimasti sei ore in caserma a fare il verbale ma non hanno trovato niente di compromettente», racconta Lorenzi ancora frastornato.

Il Palazzo, peraltro abituato a trincerarsi dietro privacy e porte saldamente chiuse, non è insomma riuscito a far passare nel silenzio la "visita" dei carabinieri. Il sindaco Moreno Franceschini, legato da uno stretto rapporto personale con l'assessore, è stato pressato dal suo partito, il Pd, ad accettare le dimissioni, peraltro subito rassegnate da Lorenzi. «Non sapevo niente di queste storie - ha spiegato il sindaco - non so neppure esattamente di cosa lo accusano. Secondo me è meglio essere cauti. Ho fiducia nella magistratura ma stimo anche Lorenzi».

Il primo cittadino cade dunque dalle nuvole: eppure le chiacchiere su Lorenzi e le critiche sull'inadeguatezza delle politiche per la casa, si inseguono da anni. Lo stesso Pdci avrebbe gradito un altro assessore. E sui motivi di questa richiesta si facevano tante ipotesi. Così come c'erano state in paese maldicenze sui viaggi in Romania organizzati dall'amministrazione comunale per i gemellaggi, alcuni a spese (documentate?) degli sponsor. Quanto c'è di vero? L'amministrazione ha sempre respinto ogni accusa. Lo fa anche ora e minaccia querele nei confronti di chi sostiene che le graduatorie delle case popolari sono state "truccate".

Ma il vero sport paesano è oggi scoprire chi potrebbe avere denunciato Lorenzi. Uno dei nomi più gettonati è quello di R.P., che abita in una casa popolare a San Frediano a Settimo. Di certo negli ultimi mesi, ha raccontato sia a rappresentanti dell'Unione inquilini che all'assessore provinciale al lavoro e agli stessi impiegati dell'ufficio casa comunale che sarebbe stata in possesso di una registrazione che inchiodava l'assessore. Nelle ultime ore però, da noi interpellata, ha negato di avere presentato una denuncia.

Molto agguerrita nei confronti dell'assessore è sicuramente, e senza reticenze, Fiorella B., che ora vive al campo nomadi di Navacchio. «Ho scritto perfino a Berlusconi - dice - per raccontare cosa mi hanno fatto all'ufficio casa. Qualcosa deve pur esserci che non funziona». Ma di molestie non parla. Ieri in Procura sono state sentite, tra le altre, anche Carla C. e un'albanese di 42 anni, operaia alla Piaggio. Entrambe hanno negato di avere ricevuto richieste sessuali. «Sarei cattiva a dire che mi ha molestato - dice Carla - qualche apprezzamento l'ho ricevuto. Mi sembrava una persona da tenere lontana».

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