Il Tirreno

Pontedera

bloccata da un mese

Non c'è nomina, saltano le cause

Sabrina Chiellini /
La sede dell’ufficio del giudice di pace a San Miniato Ai vetri della porta l’avviso sulle udienze rinviate a data da destinarsi Nell’altra foto l’avvocato Mario Giunti
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La sede dell’ufficio del giudice di pace a San Miniato Ai vetri della porta l’avviso sulle udienze rinviate a data da destinarsi Nell’altra foto l’avvocato Mario Giunti

I giudici sono "scaduti" e le udienze già fissate rinviate a data da decidere: il cartello affisso negli uffici del giudice di pace di San Miniato è tutto un programma. Soprattutto in un periodo in cui i problemi della giustizia sono costantemente sotto la lente di ingradimento

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SAN MINIATO. I giudici sono "scaduti" e le udienze già fissate rinviate a data da decidere: il cartello affisso negli uffici del giudice di pace di San Miniato è tutto un programma. Soprattutto in un periodo in cui i problemi della giustizia sono costantemente sotto la lente di ingradimento.

A bloccare l'attività del giudice di pace, ormai da circa un mese, non è la mancanza del personale di cancelleria, problema storico mai risolto con una soluzione definitiva in molti uffici decentrati, così come in quello sanminiatese. E non è neppure per una scelta personale dei due giudici di pace che lavorano in questa sede. Non è un impedimento improvviso e neppure un guasto a qualche impianto.

La colpa, se così si può definire, è della solita burocrazia e dei lunghi tempi che la contraddistinguono: l'incarico dei due giudici - gli avvocati Mauro Giunti e Cesare Tonelli - a fine anno è arrivato a scadenza. Ovviamente non è successo all'improvviso ma alla scadenza dei quattro anni di servizio.

Il ministero doveva provvedere al rinnovo della nomina. Ma non lo ha fatto, almeno in tempi ragionevoli, così da causare un "buco" nel servizio. E questo ha finito per bloccare - si spera che la questione stia per essere risolta - l'attività dell'ufficio del giudice di pace di provincia, che l'anno scorso ha ricevuto l'iscrizione di circa mille e quattrocento processi civili (aumentati rispetto al passato) a cui si aggiungono quelli penali.

Il ritardo tecnico nella conferma degli unici due giudici in servizio a San Miniato ha significato il blocco delle udienze: l'anno scorso, per esempio, l'ufficio ha "prodotto" circa trecentocinquanta sentenze civili a cui si aggiungono quelle emesse per reati penali diventati di competenza dei giudici di pace.

I giudici, infatti, in assenza di una nomina ufficiale, non possono tenere le udienze, neppure per decidere un semplice rinvio, così come non hanno la possibilità di firmare alcun atto.

A giorni il disservizio, che ha creato una serie di disagi, tempi dei processi dilatati e lavoro accumulato, dovrebbe essere risolto.

Notizie ufficiose dicono che il Consiglio superiore della magistratura ha già espresso parere favorevole rispetto alla conferma dei due giudici previsti nella pianta organica per San Miniato (Tonelli in realtà è assegnato a Volterra ma viene applicato a San Miniato).
Il ministero nel giro di pochi giorni, forse già la prossima settimana, dovrebbe firmare il decreto. Così i giudici (scioperi permettendo, visto che la categoria è in agitazione) potranno tornare al lavoro.

Proprio in questi giorni i giudici di pace sono tornati ad incrociare le braccia per protestare contro la politica del Governo.

A proclamare lo sciopero nazionale, per ben due settimane (il tempo massimo consentito dal codice di autoregolamentazione) fino al 5 febbraio prossimo, è l'Unione nazionale dei giudici di pace (Unagipa), che nei giorni scorsi, annunciando lo sciopero, ha espresso totale insoddisfazione per un progetto di legge di riforma che non accoglie nessuna delle richieste fondamentali della categoria, quali la rinnovabilità dei mandati, la previdenza e l'assistenza obbligatorie, le garanzie costituzionali di indipendenza ed imparzialità del giudice.

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