Sicurezza
IN TRIBUNALE
Ruba le pentole all'ex marito condannata donna di 60 anni
Sabrina Chiellini
Il processo è andato avanti per otto anni e si è concluso con la condanna della donna. il fatto risale al novembre 2002. Caso singolare, da valutare attentamente per gli aspetti del risarcimento del danno, soprattutto per chi non si intende «di pentole e tegami», come è stato detto nell’ultima udienza. Si tratta di cinquantaquattro pezzi che, stando alle dichiarazioni dell’uomo, oggi potrebbero valere anche più di ventimila euro. Il giudice Luca Salutini ha condannato l’imputata a otto mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 500 euro.
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POMARANCE. Il “processo delle pentole”, come lo ha definito l’avvocato della parte civile, si è concluso con una sentenza di condanna emessa dal giudice monocratico nei confronti di Gilda Anna Giannetti, settantenne di Sasso Pisano, in “guerra” da più di dieci anni con l’ex marito, Pietrino Crapolu, di Pomarance.
Una separazione difficile, evidentemente. Il reato da valutare era insolito: un furto di pentole. Bellissime e di pregio, ma sempre di pentole si tratta. Eppure sono trascorsi otto anni sono per avere una sentenza di primo grado.
Il caso delle pentole è solo una puntata della storia tormentata che ha visto più volte gli ex coniugi fronteggiarsi a colpi di carte bollate. Già nel 2001 l’ex marito aveva querelato la donna - senza essere preso in considerazione. Stando all’uomo, dalla loro casa coniugale erano scomparsi arredi da cucina.
Risale invece all’anno successivo, cioè al 2002, il fatto finito al centro del processo che si è concluso a Pontedera l’altro giorno. L’ex marito ha testimoniato contro la sua ex moglie, accusandola del furto di una batteria di pentole da cucina, di una prestigiosa marca.
Veri gioielli per le casalinghe. Cinquantaquattro pezzi che, stando alle dichiarazioni dell’uomo, oggi potrebbero valere anche più di ventimila euro. Il giudice Luca Salutini ha condannato l’imputata a otto mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 500 euro.
Pena condonata: il fatto risale al novembre 2002. Caso singolare, da valutare attentamente per gli aspetti del risarcimento del danno, soprattutto per chi non si intende «di pentole e tegami», come è stato detto nell’ultima udienza. Alla fine l’ex moglie è stata condannata a pagare un risarcimento danni di cinquemila euro in favore di quello che un tempo è stato suo marito. Di questi duemila costituiscono la provvisionale immediatamente esecutiva a cui si aggiunge il pagamento di mille e duecento euro all’avvocato Renzo Verdianelli di Volterra che ha rappresentato la parte civile.
Una separazione difficile, evidentemente. Il reato da valutare era insolito: un furto di pentole. Bellissime e di pregio, ma sempre di pentole si tratta. Eppure sono trascorsi otto anni sono per avere una sentenza di primo grado.
Il caso delle pentole è solo una puntata della storia tormentata che ha visto più volte gli ex coniugi fronteggiarsi a colpi di carte bollate. Già nel 2001 l’ex marito aveva querelato la donna - senza essere preso in considerazione. Stando all’uomo, dalla loro casa coniugale erano scomparsi arredi da cucina.
Risale invece all’anno successivo, cioè al 2002, il fatto finito al centro del processo che si è concluso a Pontedera l’altro giorno. L’ex marito ha testimoniato contro la sua ex moglie, accusandola del furto di una batteria di pentole da cucina, di una prestigiosa marca.
Veri gioielli per le casalinghe. Cinquantaquattro pezzi che, stando alle dichiarazioni dell’uomo, oggi potrebbero valere anche più di ventimila euro. Il giudice Luca Salutini ha condannato l’imputata a otto mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 500 euro.
Pena condonata: il fatto risale al novembre 2002. Caso singolare, da valutare attentamente per gli aspetti del risarcimento del danno, soprattutto per chi non si intende «di pentole e tegami», come è stato detto nell’ultima udienza. Alla fine l’ex moglie è stata condannata a pagare un risarcimento danni di cinquemila euro in favore di quello che un tempo è stato suo marito. Di questi duemila costituiscono la provvisionale immediatamente esecutiva a cui si aggiunge il pagamento di mille e duecento euro all’avvocato Renzo Verdianelli di Volterra che ha rappresentato la parte civile.
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