Proteste
Aggredita una coppia
Picchiati e rapinati per strada
Sabrina Chiellini
◗
L’esterno del pronto soccorso del Santa ChiaraTornavano a casa, la notte di Capodanno, quando sono stati aggrediti e rapinati da alcuni tunisini che fino a poco prima sembrava stessero litigando tra di loro. È successo a Pisa, in via San Martino
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TITIGNANO. Tornavano a casa, la notte di Capodanno, quando sono stati aggrediti e rapinati da alcuni tunisini che fino a poco prima sembrava stessero litigando tra di loro. È successo a Pisa, in via San Martino. La coppia finita all'ospedale gestisce un bar in Borgo stretto. Lei, Consuelo Cerantuono, 35 anni, ha abitato fino a poco tempo fa a Cucigliana di Vicopisano, dove la madre ha un negozio di fiori.
Lui, 36 anni, è originario del nord Italia ma da molti anni vive a Titignano di Cascina: è uscito piuttosto malconcio dall'aggressione. Non hanno avuto il tempo di reagire in quanto, come hanno raccontato poco dopo al pronto soccorso, sono stati sorpresi alle spalle. Non si aspettavano certo di essere assaliti in una strada del centro, sotto le finestre delle case, anche se di notte.
La barista è addirittura svenuta e non ricorda molto di quei momenti. Si è ripresa all'ospedale: qui, su una barella, le è stato tutto più chiaro, purtroppo.
«Lui ha avuto diverse ferite - racconta la madre della giovane - lo hanno anche colpito con un coltello e alla testa con una bottiglia. Siamo rimasti sconvolti, ormai a Pisa bisogna girare armati per difendersi, non si può mai stare tranquilli. È una vergogna. Mia figlia ha acquistato il bar da pochi mesi, lavora tanto insieme al fidanzato e se questo è il risultato di tanto impegno non resta che indignarsi».
La coppia, stando al racconto dei due feriti, era stata al lavoro fino a tardi. Alle 4,30, mentre tornavano a casa dopo avere chiuso il bar e dopo i festeggiamenti di San Silvestro, si sono trovati davanti ad alcuni tunisini, almeno quattro, che stavano litigando tra loro in maniera piuttosto agitata. Quando i due sono passati davanti al gruppo di extracomunitari sono stati aggrediti.
«Li hanno picchiati entrambi, presi a calci e spinte - continua Michela Cerantuono -. Il fidanzato di mia figlia è stato colpito anche con una bottiglia. Poi gli hanno preso anche i soldi, credo avessero quasi duemila euro». I fidanzati sono stati trasportati al pronto soccorso dell'ospedale Santa Chiara di Pisa dove hanno spiegato cosa era successo, la storia dell'aggressione e della rapina. Sono stati medicati e poi dimessi dopo alcune ore e tutti gli accertamenti necessari.
«Non potevano restare all'ospedale - continua la madre della donna aggredita -, il 9 gennaio si sposano, hanno una serie di impegni in questi giorni. Sono rimasti entrambi spaventati, non avrebbero mai creduto di trovarsi in quella situazione».
Ieri la coppia si è rivolta alla questura per formalizzare la denuncia.
«Non è possibile che non si riesca a camminare tranquilli nemmeno in città - aggiunge la madre della barista -. È inutile fare finta di niente, occorrono maggiori controlli anche se nessuno lo vuole ammettere apertamente. Questi sono sempre fatti gravi, ma per mia figlia e il fidanzato lo sono ancora di più. Tra una settimana si sposano, hanno iniziato una nuova attività da pochi mesi. Vicende come queste stroncano, non è facile riprendersi».
Lui, 36 anni, è originario del nord Italia ma da molti anni vive a Titignano di Cascina: è uscito piuttosto malconcio dall'aggressione. Non hanno avuto il tempo di reagire in quanto, come hanno raccontato poco dopo al pronto soccorso, sono stati sorpresi alle spalle. Non si aspettavano certo di essere assaliti in una strada del centro, sotto le finestre delle case, anche se di notte.
La barista è addirittura svenuta e non ricorda molto di quei momenti. Si è ripresa all'ospedale: qui, su una barella, le è stato tutto più chiaro, purtroppo.
«Lui ha avuto diverse ferite - racconta la madre della giovane - lo hanno anche colpito con un coltello e alla testa con una bottiglia. Siamo rimasti sconvolti, ormai a Pisa bisogna girare armati per difendersi, non si può mai stare tranquilli. È una vergogna. Mia figlia ha acquistato il bar da pochi mesi, lavora tanto insieme al fidanzato e se questo è il risultato di tanto impegno non resta che indignarsi».
La coppia, stando al racconto dei due feriti, era stata al lavoro fino a tardi. Alle 4,30, mentre tornavano a casa dopo avere chiuso il bar e dopo i festeggiamenti di San Silvestro, si sono trovati davanti ad alcuni tunisini, almeno quattro, che stavano litigando tra loro in maniera piuttosto agitata. Quando i due sono passati davanti al gruppo di extracomunitari sono stati aggrediti.
«Li hanno picchiati entrambi, presi a calci e spinte - continua Michela Cerantuono -. Il fidanzato di mia figlia è stato colpito anche con una bottiglia. Poi gli hanno preso anche i soldi, credo avessero quasi duemila euro». I fidanzati sono stati trasportati al pronto soccorso dell'ospedale Santa Chiara di Pisa dove hanno spiegato cosa era successo, la storia dell'aggressione e della rapina. Sono stati medicati e poi dimessi dopo alcune ore e tutti gli accertamenti necessari.
«Non potevano restare all'ospedale - continua la madre della donna aggredita -, il 9 gennaio si sposano, hanno una serie di impegni in questi giorni. Sono rimasti entrambi spaventati, non avrebbero mai creduto di trovarsi in quella situazione».
Ieri la coppia si è rivolta alla questura per formalizzare la denuncia.
«Non è possibile che non si riesca a camminare tranquilli nemmeno in città - aggiunge la madre della barista -. È inutile fare finta di niente, occorrono maggiori controlli anche se nessuno lo vuole ammettere apertamente. Questi sono sempre fatti gravi, ma per mia figlia e il fidanzato lo sono ancora di più. Tra una settimana si sposano, hanno iniziato una nuova attività da pochi mesi. Vicende come queste stroncano, non è facile riprendersi».
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