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Pontedera

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«Massi non voleva uccidersi»

L’uscita della bara dalla chiesa di La Rotta
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L’uscita della bara dalla chiesa di La Rotta

L'ho rimproverato perché a scuola un professore mi aveva detto che lo avrebbe bocciato ancora. Lui c'è rimasto molto male

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PONTEDERA. «Non posso tornare in quella casa, ci sono troppi ricordi, per me è troppo difficile, per ora preferisco restare dai miei genitori». E' inconsolabile la madre di Massimiliano, lo studente di 15 anni, trovato morto in casa dopo che si era impiccato con una cintura a un armadio-scaffale.

Un ragazzino vivace, che non amava particolarmente la scuola, ma che aveva tanti interessi a cominciare dalla musica. Aveva avuto due brutti incidenti stradali e problemi di salute.
Ripeteva per la terza volta la terza media e non sempre trovava insegnanti disposti a comprendere certi suoi disagi.
«Sono convinta che mio figlio non volesse uccidersi - dice la mamma - In questi giorni ho parlato con una psicologa che mi sta aiutando. Non ci sono le motivazioni per un suicidio. Lo avevo rimproverato per la scuola, perché un professore gli aveva detto che lo avrebbe bocciato di nuovo e lui c'era rimasto molto male. Poi voleva aprire altri regali e l'ho sgridato. Niente di più. Massimiliano forse voleva richiamare l'attenzione, gli piaceva mettersi in evidenza. Invece è finita male e ora siamo disperati».

I genitori dello studente, che frequentava l'istituto "Curtatone e Montanara", cercano di darsi coraggio. «Per me ora è importante quello che ho visto in chiesa l'altro giorno al funerale di Massimiliano, tutte quelle persone che ci sono state vicine. Partirò da questo».
La madre di Massimiliano, Pina, ha scritto una breve lettera indirizzata agli amici del figlio. «Vorrei che avesse questo titolo: "Con dolore ma con tanto amore"», dice la donna.
«È con dolore che inizio questa lettera, ma Dio mi darà la forza di scrivere. Mi rivolgo a voi amici di Massimiliano, continuate a sorridere, ad ascoltare la musica. Vi voglio vedere crescere, diventare adulti. Ma non vi dimenticate di me perché vi voglio un bene grande, non misurabile. E a voi "educatori della scuola" vi dico: non siate severi con i ragazzi ripetenti e iperattivi, loro hanno più bisogno di voi anche se è più difficile ricoprire questo ruolo.

Noi genitori vi affidiamo i nostri figli, come ho fatto io con la professoressa Biasci che in questi mesi me l' ha amato tanto. Ora il mio Massimiliano è nel regno del cielo, con Cristina la sua cugina morta a soli 9 anni, con i bimbi della mia collega Sara, Tommaso e Rachele (uccisi dal padre a Pisa, circa un anno fa, ndr), e con i suoi nonni. Guardate alto nel cielo, la musica è nelle stelle, è nel sole e nei giorni che accompagneranno la vostra vita». Pina invita i ragazzi non abbandonarla. «Io vi aspetto a braccia aperte e vi amo tanto. Le mie preghiere accompagneranno la vostra vita». Un pensiero di congedo per il figlio: «Massimiliano, mamma ti ama tanto».
La madre dell'adolescente nei prossimi giorni cercherà di tornare nella casa dove è accaduta la tragedia, sperando lentamente di superare questo momento di dolore.
S. C.

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