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Nasce il primo negoziodove la merce arriva direttamente dall'orto

Andreas Quirici
Nasce il primo negoziodove la merce arriva direttamente dall'orto

Tre buste piene di frutta e verdura e un sorriso sulle labbra. La signora Maria di Pontedera era felice domenica pomeriggio uscendo da Via dell'Orto, il negozio che accorcia finalmente la filiera, aperto a Capannoli dalla famiglia Sardelli

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CAPANNOLI. «Ho speso 12 euro - racconta la donna subito dopo aver pagato - e ho trovato anche prodotti di ottima qualità. Questa roba mi durerà qualche giorno. La mia famiglia è numerosa e sono tutti mangioni, ma questo è un negozio di cui c'era un gran bisogno». Maria come molte altre persone hanno sfruttato subito l'occasione dell'inaugurazione del negozio Via dell'Orto per fare la spesa. Per certi versi lo spazio, 450 metri quadrati, dedicato alla vendita di prodotti ortofruttticoli ed enogastronomici è rivoluzionario, perché mette a disposizione dei clienti i frutti che contadini e aziende agricole raccolgono direttamente dalle loro coltivazioni, a un prezzo maggiorato solo del 15%. «Rivoluzionario per modo di dire - dice Luca Sardelli, uno dei titolari - perché abbiamo realizzato ciò che di più naturale esiste nel concetto di commercio di prodotti di questo genere. Si lavora, si raccoglie e si vende. Invece, si è arrivati ad aggiungere una serie di passaggi che hanno fatto lievitare i prezzi fino a renderli insostenibili per produttori e consumatori. In questo negozio i produttori stabiliscono il prezzo e ci lasciano la merce in conto vendita. Noi carichiamo il 15% che corrisponde alle spese di mantenimento della struttura». Detta così, sembrerebbe che i Sardelli siano benefattori. In realtà lavorano nel campo dell'ortofrutta da anni. Sono grossisti e vendono a mense o alla grande distribuzione.

Sardelli definisce la sua nuova creazione un outlet dell'ortofrutta. A guardar bene tra gli scaffali e ad ascoltare i primi clienti la qualità dei prodotti non è da rimanenze di magazzino. «Assolutamente no - dice Sardelli - perché qui troviamo prodotti di primissima qualità. Siamo nella piena tipicità del territorio, anche con coltivazioni biologiche e generi enogastronomici come olio o pasta fresca. Presto avremo latte, yogurt e vino alla spina e la macelleria». Al momento i produttori in Via dell'Orto sono circa 80, tutti toscani, con prevalenza di coltivatori pisani, ma si conta di arrivare a 120. Il risparmio medio che si può ottenere è del 30%, a parità di qualità di prodotto ovviamente.

«Era quello che aspettavamo - dice Stefano Scardigli dell'azienda agricola Le Fraine sul lago di Santa Luce - perché l'accorciamento della filiera, oltre a essere una garanzia per i consumatori è anche un modo per salvaguardare i prodotti tipici e dare una grossa mano alle aziende produttrici. I vari passaggi creati dal mercato avevano fatto lievitare i prezzi, rendendo troppo impari il rapporto tra i costi di produzione e quelli di vendita finale». C'è anche chi sta pensando d'inserirsi in via dell'Orto come l'azienda Meazzini di Crespina: «I consumatori stavano aspettando una struttura di questo tipo. Nel campo dell'ortofrutta ormai ci sono 5 passaggi che fanno la differenza sul prezzo di vendita finale. Aggravio di costi legittimo, per carità, visto che è quasi tutto legato al trasporto e che dipende quindi dal costo della benzina».

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